Violenza sulle Donne - Tante Chiacchiere Pochi Fatti Citazione

VIOLENZA SULLE DONNE – TANTE CHIACCHIERE POCHI FATTI

In Memoria di Daniela Carrasco La Mimo

Violenza sulle Donne – Tante Chiacchiere Pochi Fatti. 25 Novembre 2019. Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne.

Foggia. Succede che una donna decide di lasciare il marito. Esce con la bicicletta, la lascia davanti alla stazione e sparisce.

Il marito si rivolge alla trasmissione Chi l’ha visto? per coinvolgere l’Italia tutta nella ricerca della moglie. Solita scena pietosa. Davanti alle telecamere l’uomo racconta che la moglie ha problemi mentali, vede muri che si muovono, è convinta che qualcuno la voglia avvelenare.

Violenza sulle Donne - Tante Chiacchiere Pochi Fatti Chiavi di Casa
Violenza sulle Donne – Tante Chiacchiere Pochi Fatti

Cambiare Vita

Il giornalista della trasmissione incaricato riesce a rintracciarla.

La responsabile del Centro Antiviolenza a cui lei si è rivolta racconta tutta un’altra storia. La signora è perfettamente lucida e consapevole di vivere una vita che non vuole più vivere.

L’uomo incontra il giornalista e continua con la sua versione. Dice che lei non è in grado di vivere da sola, che lui ha bisogno della moglie perchè l’assiste, gli cucina e non può vivere senza lei che lo accudisce. Ha bisogno di lei e anche il loro figlio ha bisogno di lei.

(La donna ha 57 anni ed è difficile immaginare che il figlio sia in una età in cui non può vivere senza l’assistenza della madre.)

Non si rassegna all’idea che la moglie non vuole più stare con lui.

Tante chiacchiere, pochi fatti

La donna torna a casa. Il ritorno non è frutto di un ripensamento ma di una necessità oggettiva.

Il giornalista si reca nella casa dei due per verificare l’epilogo della storia. La donna dichiara subito che in Italia le donne muoiono perche le circostanze le costringono “a vivere con il loro carnefice”.

Gli assistenti sociali le rispondono che non possono fare niente. Sente il marito come il suo padrone e lei se ne è andata dopo averlo denunciato. Insiste nel dire che vuole sparire dalla vita del marito perchè gli ha messo le mani al collo.
I servizi sociali non l’aiutano e lei vuole stare “per i cazzi suoi”.

Mentre la donna parla alle telecamere il marito accanto a lei piagnucola e mostra un tatuaggio: Antonietta per sempre.
La signora mostra uno sprazzo di ironia dicendo che il marito è un attore meglio di De Niro.

Il fatto rimane. Una donna che, per una serie di circostanze vuole andarsene di casa, non ha nessuna alternativa.

Violenza sulle Donne - Tante Chiacchiere Pochi Fatti Sostegno
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Il Reddito di Cittadinanza

Questa istituzione, con tutte le sue problematiche, poteva essere un’ottima soluzione in situazioni come questa.

Perchè non è stata presa in considerazione?

Una donna che dedica gran parte della vita alla famiglia si trova poi un giorno a non volerlo fare più.

Ma non ha niente, non ha un lavoro, non ha un posto dove andare. Cerca un’opportunità di riscatto e si rivolge giustamente alle istituzioni.

Scopre con rabbia che sono tutte chiacchiere, teorie che non hanno nessun riscontro con la realtà.
Anche questa è violenza sulle donne.

Violenza sulle Donne - Tante Chiacchiere Pochi Fatti Reddito di Cittadinanza

Un diritto, ma per chi?

Violenza sulle Donne – Tante Chiacchiere Pochi Fatti
Violenza sulle Donne - Tante Chiacchiere Pochi Fatti Convenzione di Istambul
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La Convenzione di Istanbul

Nel quadro di azione del Consiglio d’Europa l’11 maggio 2011 è stata siglata la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, comunemente conosciuta come Convenzione di Istanbul.

Sottoscritta dall’Italia il 27 settembre 2012.

Nel Preambolo viene riconosciuta “natura strutturale” al fenomeno della violenza contro le donne, in quanto “basata sul genere” e considerando, inoltre, che essa è “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.

In pari modo, gli atti di violenza sessuale rientrano anche nella definizione normativa di “violenza domestica” di cui all’art. 3 lett. b.

Tra le misure di protezione e di sostegno che si richiedono agli Stati, l’art. 25 è dedicato al supporto delle vittime di violenza sessuale: “Le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per consentire la creazione di centri di prima assistenza adeguati, facilmente accessibili e in numero sufficiente, per le vittime di stupri e di violenze sessuali, che possano proporre una visita medica e una consulenza medico-legale, un supporto per superare il trauma e dei consigli”.

Nella sentenza Talpis c. Italia (2017) i giudici di Strasburgo hanno ricordato che “l’inadempimento – anche involontario – di uno Stato al suo obbligo di proteggere le donne dalla violenza domestica costituisce una violazione del diritto di queste ultime ad una pari tutela da parte della legge”.

Nel suo ragionamento la Corte riprende quanto già affermato nella sentenza Opuz v. Turkey, secondo cui la “passività generalizzata e discriminatoria della polizia” che creava “un clima favorevole a questa violenza” comportava una violazione dell’articolo 14 della Convenzione.

Inoltre, la Corte ha constatato che nel caso in esame si era in presenza di un trattamento discriminatorio, allorché era possibile stabilire che “gli atti delle autorità non costituivano un semplice inadempimento o ritardo a trattare i fatti di violenza in questione, ma una tolleranza reiterata nei confronti di questi fatti e riflettevano un atteggiamento discriminatorio verso l’interessata in quanto donna”.

Violenza sulle Donne - Tante Chiacchiere Pochi Fatti Giustizia

La Legge è Diseguale per Tutti

Inghilterra e Galles

In Inghilterra e Galles il rapporto sessuale in assenza di consenso, è punito con un minimo di cinque anni di reclusione, fino all’ergastolo se ci sono aggravanti.

Con la riforma del 2004 l’accusato non può difendersi affermando di aver «ragionevolmente creduto» che la vittima fosse consenziente al rapporto, se la persona che subisce la violenza è ubriaca, drogata, è stata sequestrata, o se teme violenza.

Il consenso è irrilevante se la vittima ha meno di 13 anni.

La castrazione chimica nel Regno Unito è una opzione volontaria per coloro che sono stati condannati per reati sessuali contro minori.

Francia

In Francia lo stupro è considerato un crimine contro la persona ed è punito con 15 anni di reclusione.

La condanna può essere però più grave se ci sono alcune aggravanti.

È punito con 20 anni di reclusione lo stupro su minorenni (meno di 15 anni), lo stupro di gruppo o quando il movente è l’orientamento sessuale della vittima.

È di 20 anni se la sua conseguenza è una mutilazione o l’invalidità della vittima e se lo stupro avviene sotto la minaccia di un’arma.
La reclusione sale a 30 anni in caso di morte della vittima.

Germania

Il Codice penale tedesco prevede per lo stupro una pena minima di due anni di reclusione. La pena massima è l’ergastolo, che prevede un minimo di 15 anni di prigione prima che il condannato possa chiedere la libertà.

Una volta scontata la pena, non è detto però che il condannato ottenga la piena libertà. Infatti, nei casi di recidività o di pericolo per la comunità, il tribunale può imporre altre misure, come la cura dei soggetti presso cliniche specializzate.

In questo caso, la legge è molto rigida, poiché prevede il carcere qualora i soggetti non dovessero seguire appieno le indicazioni dei medici. La castrazione chimica in Germania è possibile solo su base volontaria.

Stati Uniti

Le pene contro i colpevoli di stupro negli Usa variano a seconda delle circostanze del caso con una media di 11,8 anni di carcere.

Alcuni Stati consentono una riduzione della pena per i responsabili di gravi crimini sessuali se il condannato accetta volontariamente di sottoporsi alla castrazione chimica.

Italia

In Italia la violenza sessuale è un reato contro la persona disciplinato dagli art. 609 bis e segg. del codice penale italiano.

Il legislatore ha articolato due fattispecie principali: la violenza sessuale per costrizione e la violenza sessuale per induzione, per le quali ha stabilito una pena che va da cinque a dieci anni di reclusione, nonché altre fattispecie per le quali ha previsto pene edittali anche maggiori.

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Stupratori

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London Toy Room Club

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Piselli in fuga

Due giovani studenti italiani a Londra, uno studia Diritto internazionale, l’altro frequenta un Master in Business Management. Al Toy Room Club, un locale di tendenza situato nei pressi di Oxford Street i due approcciano una ragazza. La giovane è ubriaca.

La conducono in un sottoscala e abusano di lei. Stando alle riprese delle telecamere, dopo aver commesso questo crimine, i due, usciti dalla discoteca, si «congratulano» tra di loro, scambiandosi un «cinque» e mostrandosi immagini riprese col cellulare.

Nel verdetto emesso il 15 ottobre 2019, i due italiani, riconosciuti colpevoli, dovranno fare sette anni e mezzo di carcere ciascuno.

Millennials Trogloditi

I millennials sono i nati tra il 1980 e il 1995 e sono la prima generazione della storia a essere completamente digitalizzata.
Anche i “nati digitalizzati” aderenti a fazioni o partiti estremisti non sono immuni dall’attrazione per le nuove tecnologie.

Non solo gattini e meme spiritosi ma bravate e azioni violente riprese con lo smartphone e condivise con il vasto pubblico del web.

Se da una parte questa socializzazione è riprovevole, dall’altra è utile per incastrare gli autori di reati vergognosi.

Come è accaduto in una cittadina del Centro Italia, dove due ventenni militanti di un movimento di estrema destra non hanno resistito e si sono ripresi mentre violentavano una donna. Hanno poi condiviso l’edificante video con gli amici; addirittura uno di loro lo ha inviato al proprio padre, forse a dimostrazione e conferma della sua virilità. Insomma, il padre può stare tranquillo: ha un figlio fascista sì, ma gay, no!

Le pene sono state più lievi rispetto a quelle chieste dalla Procura: 4 anni e 4 mesi.
Secondo una prima ricostruzione della polizia i due avevano bevuto insieme alla donna e l’avevano invitata al pub sostenendo che ci fosse una festa. Qui avrebbero tentato un approccio ma dopo il rifiuto della donna l’avrebbero presa a pugni e stuprata mentre era incosciente.

Secondo la difesa invece, lo stato di semicoscienza della donna, dovuto ad alcol e farmaci presi qualche ora prima, non avrebbe permesso ai due di capire che non voleva un rapporto sessuale.
Una bella attenuante, non c’è che dire.

La cosa incredibile della vicenda è che, mentre alcuni hanno preso le distanze dai loro sodali, le donne che fanno parte della stessa area politica hanno criticato la vittima con giudizi che non meritano neanche di essere riportati.
Insomma, l’aggravante è nascere femmina.

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Lunedì 25 Novembre è un’altra giornata di quelle internazionali. Ce ne sono per tutti i gusti.
Qui l’elenco completo, di seguito alcune.

Giornata Internazionale dell’Educazione
Giornata mondiale delle zone umide
Darwin Day
Giornata mondiale della radio
Giornata mondiale della giustizia sociale
Giornata internazionale della lingua madre
Giornata mondiale del servizio sociale
Giornata internazionale dell’udito

Giornata mondiale del sonno
Giornata internazionale della felicità
Giornata mondiale della poesia
Giornata mondiale della meteorologia
Giornata mondiale del teatro
Giornata mondiale del disegno
Giornata mondiale della risata
Giornata mondiale dell’igiene delle mani
Giornata mondiale della lentezza
Giornata mondiale senza tabacco
Giornata mondiale della bicicletta
Giornata mondiale del vento
Giornata di azione europea raccolta coperchi di plastica

Giornata mondiale del bacio
Giornata mondiale dell’amicizia
Giornata internazionale dei mancini
Giornata internazionale per l’accesso universale alle informazioni
Giornata degli angeli custodi
Giornata mondiale della posta
Giornata mondiale del rifiuto della miseria
Giornata mondiale della gentilezza
Giornata mondiale della televisione
Giornata mondiale contro la corruzione

25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Violenza sulle Donne - Tante Chiacchiere Pochi Fatti Daniela Carrasco