La Televisione è Morta

Morte della Televisione Circolo dei Tignosi Blog

Fra trent’anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.

Giacomo Devoto 1970

 

Quasi cinquant’anni sono passati da quando Giacomo Devoto immaginava il nuovo corso della società italiana. Una società rovinata dai suoi governi e dalle sue televisioni … perchè da lì a poco la televisione avrebbe iniziato il suo cammino per diventare il contraltare della politica. Le due facce della stessa medaglia. Nel 1976 fu introdotta la liberalizzazione dell’etere. Se da una parte si promuoveva una liberalizzazione di pensiero e di informazione, non più di Stato ma addirittura di quartiere, dall’altra si avviò un percorso di monopolio privato che avrebbe visto in un personaggio noto il capofila assoluto. L’affare si fece più interessante quando il proprietario dell’azienda decise di entrare in politica. Fu così che le televisioni tutte divennero la Voce del Padrone. Da quel momento inizia non solo la manipolazione dell’opinione pubblica ma anche il suicidio della televisione. La televisione di Stato aveva come missione quella di unificare gli italiani, maestra di lingua e cultura nazionale. Nel corso dei suoi sessant’anni di vita si è passati dalla frase E’ vero, l’ha detto la televisione! Alla frase E’ una bufala. L’hanno detto in televisione!

Oggi, per fortuna, la televisione non è più il Signore incontrastato della Verità. Abbiamo finalmente l’opportunità di farci da soli le nostre opinioni su qualsiasi tipo di notizia o fatto. Quindi, la Televisione come Dogma, portatrice di verità è morta, come da tempo è morta la carta stampata. La Televisione è viva solo per la Fiction (lo dice la parola stessa), per le serie tv, per i film tv, per le telenovele, per tutto ciò che prende spunto proprio da una storia finta, inventata. I Talk Show, spettacoli deprimenti sia per chi vi partecipa che per chi vi assiste, non attraggono più i milioni di spettatori dei primi tempi. I fatti privati di questo o quel vip non interessano. Tantomeno interessano le opinioni di opinionisti e opinioniste improbabili che ci propinano sentenze dall’alto del loro tacco 15. O meglio, interessano solo una fascia di pubblico che sembra non reagire a quelli che sono i problemi reali della società. È un pubblico fatto di persone rassegnate che non sono protagoniste della loro esistenza ma si accontentano, scegliendo di vivere di riflesso la vita degli altri. Assorbono opinioni altrui che poi cercano di spacciare come proprie. Basta una frase per esorcizzarli: E’ una bufala. Lo hanno detto in TV. Se poi i Talk Show, programmi di parole, trattano di politica, i disertori aumentano. Rimangono solo quelli che ormai hanno dato, come si dice dalle mie parti, e si limitano ad ascoltare e ad osservare i risultati delle loro scelte politiche. La fascia di età di questo pubblico è alta, quindi perché affannarsi a cercare spazi televisivi per portare nuove idee, ideali e ambizioni? Chi se ne frega di andare a convincere persone che mai si convinceranno, che hanno paura della novità, che si ostinano a stare aggrappate a stili di vita arcaici. Sappiamo che l’Italia è un paese di vecchi. Smettiamo di farlo essere un paese per vecchi.