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Stato Laico

Come si fa ad avere principi e credere che siano giusti se non si mettono alla prova?

 Nel Diritto Internazionale la Sovranità Nazionale è il potere che non riconosce nulla al di sopra si sé e connota il potere supremo nell’ambito dello Stato e nei rapporti internazionali l’indipendenza di una entità/soggetto statale.

È universalmente e teoricamente riconosciuto che nessuno Stato può intromettersi negli affari interni di un’altra Nazione.
La Città del Vaticano è un’enclave nel territorio della Repubblica Italiana, inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello Stato è in vigore un regime di monarchia assoluta, batte una propria moneta, ha proprie leggi secondo la regola religiosa che lì domina e un proprio esercito. È a tutti gli effetti uno stato estero e come tale non dovrebbe intromettersi negli affari interni dello Stato Italiano.

Invece, continuamente sentiamo cittadini dello Stato del Vaticano che esprimono i loro pareri su questioni di politica interna italiana, dando continuamente indicazioni più o meno perentorie su come dovrebbe essere affrontato questo o quell’argomento. Questioni sociali importanti come il divorzio e l’aborto essendo contrarie alle leggi dello Stato del Vaticano che, come quelli islamici che seguono il corano, non collimano con la religione e le leggi di Dio che lo regolano, sono sempre oggetto di una discussione che non deve esistere.

Sì, perché nel Mondo ci sono stati laici e stati religiosi. Naturalmente ognuno ha il diritto di vivere secondo le regole e i dogmi che più gli si addicono. Ma  uno stato laico non può e non deve tollerare intromissioni di nessun tipo. E quando affermiamo questo, intendiamo chiunque, dagli USA, all’Europa, allo Stato del Vaticano.
Anche se sappiamo che alla fine chi comanda sono sempre gli stessi non possiamo comunque tollerare che ci si dica sempre come dobbiamo vivere oltre a cosa dobbiamo fare.
Se ci sono nostri connazionali dello stesso sesso che decidono di vivere insieme e amarsi, che diligentemente e doverosamente seguono le regole dello Stato, perché lo stato non deve riconoscere loro anche dei diritti?

Se lo Stato si trova ad affrontare l’emergenza immigrati perché lo deve fare attenendosi a regole che derivano dalla visione cattolica dell’esistenza umana? Allora, perché nello Stato del Vaticano la clandestinità è un reato? Perché loro non accolgono chi ha viaggiato per migliaia di chilometri alla ricerca della terra promessa? Aprissero anche le loro frontiere e collaborassero fattivamente alla risoluzione del problema.

È la tipica doppia morale che da sempre ha contraddistinto la politica dello Stato del Vaticano.

A Roma, ma anche nel resto del territorio nazionale, ci sono centinaia di immobili di proprietà dello Stato del Vaticano che potrebbero benissimo essere messi a disposizione di chi ne ha veramente bisogno. Dal momento che non ci pagano le tasse mostrassero carità cristiana in questo modo. Populismo, forse, ma il populismo ancora non è reato.

Uno stato veramente laico deve imporre la sua sovranità anche davanti ad uno stato che segue leggi religiose. Senza il timore della punizione eterna. E quando parliamo di religione intendiamo qualsiasi forma di credenza e culto organizzato.
Perché la religione è e deve essere un fatto privato, personale che ciascuno di noi deve affrontare come preferisce. Soprattutto quando si toccano temi sociali che riguardano tutti, a prescindere dal credo religioso.
Il Vaticano non ha niente da dire riguardo gli esponenti di Mafia Capitale quando asserivano che gli immigrati rendono più dello spaccio di droga?
Perché lo stato del Vaticano non si esprime davanti alla scelta dell’Ungheria (stato sovrano) di erigere un muro per arginare l’invasione dei migranti?