Spaccaossa Citazione

Spaccaossa

Spaccaossa.

Con la disperazione, come con la visione notturna, gli occhi si abituano presto alle tenebre. (Yahia Lababidi)

La Stazione è illuminata nella notte. Qualcuno cerca riparo tra cartoni e coperte sistemati sull’asfalto del marciapiedi. Altri si muovono come zombie, lo sguardo perso nel vuoto, alla ricerca di qualche droga per alleviare le sofferenze.

Altri rincorrono mostri che vivono solo nella loro testa. Una ragazza si offre ai pochi passanti implorando un aiuto per sfamare i suoi figli.

Da un angolo buio sbucano due angeli neri. Cercano con lo sguardo le potenziali vittime consenzienti del loro folle piano. Disoccupati, alcolizzati, persone con disturbi psichici.

Basta dare qualche segno di disagio, fisico e mentale, per essere contattati. Quelli che hanno bisogno di soldi e chi non è consapevole della realtà che ha intorno.
Una promessa di 300€. Una cifra importante per chi non ha niente.

Ecco che “gli occhi si abituano alle tenebre”. Gli angeli neri si trasformano in esseri che daranno un po’ di sollievo.

Spaccaossa Emarginati
Spaccaossa Capannoni Abbandonati

Capannoni alla periferia di Palermo.
Cassette di legno per la raccolta di pomodori, rottami di ferro abbandonati, tavole di legno marcito, polvere che ricopre tutto, pile di mattoni.
Gli angeli non sono angeli. Sono mostri.

“Hai accettato. Hai detto sì. Adesso sdraiati a terra.”

Chi ha detto sì non può più tornare indietro.

La vittima consenziente si sdraia a terra. Le gambe sono bloccate da pile di mattoni. Qualcuno tiene la mano sulla bocca della vittima consenziente per non farla urlare.

Un barlume di umanità quando arriva una donna con una siringa.
Si saprà in seguito che è un’infermiera dell’Ospedale Civico di Plaermo, che forniva le dosi di anestetico per alleviare le sofferenze delle vittime consenzienti. Ma non sempre.

La proposta è per tutti la stessa. Le persone venivano persuase a subire lesioni di particolare gravità, illuse che tanto più consistente era la frattura tanto più avrebbero incassato.

300 euro per la frattura di un arto, fino a mille euro per quelle più gravi.
Lesioni gravi. Truffa alle Assicurazioni.

Gennaio 2017. Hadri Yakoub viene trovato in Via Salemi, a Palermo. 22 anni, vittima di un pirata della strada. Ma la posizione del corpo non convince gli inquirenti. Sembra una messinscena.
E hanno ragione.
Un perito incaricato conferma i dubbi degli in quirenti: le fratture non sono compatibili con la modalità dell’incidente che, secondo i testimoni, era stato provocato da uno scontro tra un’auto e lo scooter guidato dalla vittima.

Parte l’Operazione Tantalo, dal nome di quello del perenne supplizio.

Si scopre tutto. Dell’organizzazione fanno parte avvocati e medici. Quelli Istruiti.

Poi c’è la manovalanza, i Reclutatori e gli Spaccaossa. I primi battevano la città alla ricerca di disperati, i secondi dovevano materialmente spaccare le ossa alle vittime consenzienti.

Gli Istruiti gestivano le pratiche, curavano la presentazione delle richieste di risarcimento, provvedevano a intascare i risarcimenti dei falsi incidenti, pagavano le spese e pensavano alla suddivisione delle quote.

Alle vittime consenzienti solo pochi euro. A volte anche niente.

Spaccaossa Operazione Tantalo

Operazione Tantalo – Gli Agenti di Polizia dovrebbero indossare i guanti quando arrestano certi sporchi personaggi…

Spaccaossa

Migranti, tossicodipendenti, persone disabili, donne in difficoltà costrette a vivere in comunità, padri senza lavoro ricambiati per le ossa rotte con 20 euro, «così va a comprare il latte al figlio».

Abbandonati in strada per l’allestimento del falso incidente con tanto di complici alla guida dei mezzi usati per simulare i sinistri e finti testimoni. Centinaia di migliaia di euro, invece, agli Istruiti.

Cinismo? Cattiveria? Disprezzo per i più deboli?

No, o meglio, non solo. E’ un ennesimo, cruento e raccapricciante aspetto della nostra Società governata solo dal Dio Denaro.

Le vittime con disturbi psichici difficilmente avrebbero avuto la consapevolezza di ciò che stava accadendo loro e altrettanto difficilmente sarebbero stati in grado di denunciare gli Istruiti sani di mente.

Le altre vittime consenzienti, invece, si sono decise a parlare. Ma solo dopo aver capito avrebbero percepito poco meno di quattrocento euro per la mutilazione all’arto a fronte di un risarcimento da oltre 150 mila euro. Perché?

Cosa li ha spinti a confessare di aver partecipato, scientemente, a un film dell’orrore se non la certezza di essersi fatti mutilare invano e gratis?

Ecco, di nuovo il denaro che tutto governa.

Le vittime venivano costantemente raggirate: la promessa di avere quote dei rimborsi assicurativi non veniva mai mantenuta.
O, nella migliore delle ipotesi, ottenevano solo una piccola parte.
Una volta escogitato il falso incidente iniziavano le violenze vere e proprie: le vittime venivano trasportate in appartamenti o magazzini e affidati alle cure dei sodali più violenti e pericolosi, incaricati della spaventosa fase della frattura delle ossa.
Ecco come avveniva.
Le vittime – scrivono i pm – vengono blandamente anestetizzate con del ghiaccio o con farmaci, gli arti vengono appoggiati in sospensione tra due blocchi di pietra o cemento e poi viene lanciata con violenza, sulla parte dell’arto sospesa, una borsa piena di pesi in ghisa o di grosse pietre in modo da provocare fratture nette e possibilmente scomposte, poiché produttive di un più ingente risarcimento.
A quel punto le vittime, in preda a lancinanti dolori venivano lasciate in strada, dove altri appartenenti all’organizzazione seguivano le ambulanze negli ospedali per accertarsi che tutto andasse secondo i piani.
Per evitare che le vittime consenzienti delle Truffe assicurative facessero perdere le loro tracce, l’organizzazione criminale le seguiva e a volte, per curare le fratture degli arti le teneva anche nelle loro abitazioni.
Alcuni della banda avevano solo il ruolo di spaccaossa.

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