Sentenze paradossali della Giustizia Italiana

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Cercava la Giustizia, trovò la Legge.

Ottobre 2007 – Viene uccisa Giovanna Reggiani nelle vicinanze della stazione di Tor di Quinto a Roma. Romulus Mailat, colpevole di omicidio e violenza sessuale è condannato con le attenuanti perché la Corte d’Assise ritiene che : «La Corte, pur valutando la scelleratezza e l’odiosità del fatto, commesso in danno di una donna inerme…, con violenza inaudita, non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l’ira dell’aggressore, e la fiera resistenza della vittima. […]In assenza degli stessi fattori l’episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi». Di qui la scelta di risparmiare al romeno,  con precedenti penali nel suo paese, l’ergastolo.

Luglio 2013 – Domenico Codispoti ha 48 anni ed è un clochard che si aggira per le strade di Milano. Viene arrestato per furto e rapina; il giudice del tribunale di sorveglianza  impone gli arresti domiciliari ma lui,  essendo un senzatetto, un domicilio non ce l’ha. La reperibilità è stata imposta su un marciapiede sotto i portici di via Pisani, poco distante dalla Stazione centrale di Milano.

Settembre 2014 – La Cassazione accoglie il ricorso di un uomo che giustifica le violenze sulla moglie perché ubriaco, forzandola ad avere rapporti sessuali non voluti.

Dopo che nel 1996 lo stupro era passato da reato contro la morale a reato contro la persona, un’altra sentenza fa storia, ovvero quella che annulla la condanna per stupro ad un quarantacinquenne poiché la vittima, una ragazza di appena 18 anni, indossava i jeans e dunque secondo la corte l’aggressore non avrebbe potuto toglierglieli senza il suo consenso.

Ottobre 2014 – Enzo Caretto, 72 anni, dopo una condanna a 30 anni in primo grado, è assolto dalla Corte d’Appello per avere ucciso il figlio d 32 anni, Giovanni.  La Corte ha accolto la richiesta del procuratore generale perché l’imputato non era in grado di intendere  essendo pesantemente ubriaco (tasso alcolico 1,8).

La lista delle sentenze paradossali è lunga e grazie a quest’ ultima potremo dire addio all’omicidio stradale, dal momento che i pirati della strada potranno addurre come attenuanti lo stato d’ebbrezza o l’alterazione per stupefacenti. L’alcol come attenuante, i jeans stretti come scusante, la strenua difesa da parte di una vittima come fuori luogo.  Da vivi sarà difficile ottenere giustizia, ma neanche da morti ci riusciremo. Le Leggi, le regole che la società si dà per definire la convivenza civile, a volte non rispecchiano il comune senso della Giustizia.  Anche quando leggi che oggettivamente ci sembrano giuste, poi capita sempre che in un caso si rivelino ingiuste. Forse perché sono gli uomini che le hanno formulate e sono gli uomini che invece di applicarle le interpretano? Quindi, se una Legge che anche in un solo caso si rivela inapplicabile, per incapacità di imporre o vietare un determinato comportamento, è una legge sbagliata? Non siamo esseri straordinari. Se lo fossimo vivremmo in un Mondo dove le leggi non sono necessarie perché tutti saremmo in grado di capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Invece, parafrasando il titolo di un romanzo di Franz Werfel, possiamo dichiarare che spesso Il colpevole non è l’assassino, ma la vittima.