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Segrete Stanze

Michael e Tamara non sono i nomi di due protagonisti di qualche talk show dove ragazzi e ragazze sconosciuti si incontrano, si studiano, escono insieme poi si fidanzano.

Michael e Tamara sono i protagonisti veri di un Horror vero. Episodi così raccapriccianti che neanche Sam Raimi o Rob Zombie sarebbero capaci di immaginare per qualche loro film.

Michael e Tamara sono due giovani che vivono a Ostia, quartiere romano sul litorale, la cosiddetta Spiaggia dei Romani. Dal racconto fatto dai due alle autorità Ostia sembra un mondo a parte, un luogo ai confini della realtà, dove regna e “se la commanda”  una famiglia imparentata con i famosi Casamonica.

Quelli ti levano la vita, ti levano tutta la vita. Picchiavano sempre mio marito, lo volevano morto e volevano portarci via la casa in cambio di mezzo etto di coca

comincia così, l’11 gennaio del 2016, la confessione di Tamara, ventisette anni, moglie di Michael.

Ultimamente ci stiamo occupando di pentiti, in questo caso di malviventi, che decidono di dare così una svolta alla loro vita fatta di espedienti e piccoli crimini. Quello che impressiona e stupisce è come sia possibile che in una città come Roma possano regnare incontrastati clan di persone e personaggi di questo tipo. Questa famiglia ha molti interessi “legali”, accanto ai numerosi interessi “illegali”. Il tutto condito da intimidazioni in perfetto stile mafioso: minacce di morte, gambizzazioni, richieste di pizzo ai commercianti, accoltellamenti, vittime di estorsione pubblicamente malmenate, raid notturni punitivi, incendi, danneggiamenti agli stabilimenti balneari con lancio di granate da guerra.

Il territorio della famiglia include bar, palestre, ristoranti e case popolari occupate abusivamente, allacciati alla rete elettrica in modo fraudolento e furbesco.

Dopo 20 anni Michael e Tamara scoperchiano questo pitale de mmerda (come si dice a Roma) facendo scoprire una rete di malaffare enorme.

L’orrore dove stà? Nella strada dove la Famiglia è acquartierata c’è un garage insonorizzato, attrezzato a stanza delle torture dove vengono condotti, per essere “interrogati”, i nemici del Clan.

Tamara doveva prostituirsi per il Clan e se si fosse rifiutata il boss, malato di Aids, l’avrebbe contagiata. Non è una roba da film horror? E noi, ignari cittadini, come facciamo a difenderci da certi personaggi? Il futuro Sindaco di Roma lo sa che se ne dovrà occupare? Pare che in nessuno dei programmi dei candidati a sindaco di Roma Capitale ci sia una chiara volontà di mettere mano a questa situazione chiaramente e palesemente mafiosa.

Oppure vogliamo fare come don Evandro Gherardi, prete di Brescello, comune emiliano sciolto per Mafia, che nega la presenza della Mafia nel suo paese e definisce il boss Francesco Grande Aracri

Un bravo cristiano. Fa le elemosine e viene a messa. Non ho le prove che qui si paghi il pizzo e che gli amministratori siano collusi con la mafia.

Dopo le confessioni di Michael e Tamara la polizia ha effettuato numerosi arresti e sequestrato le “proprietà” della Famiglia. Ma si possono chiamare proprietà quei beni il cui possesso è frutto di crimini? Si tratta forse di riprendersi il maltolto, tutto ciò che proviene da operazioni illegali, furti e truffe. La legge prevede la confisca di beni provenienti da attività illecite: ma vista la natura e gli affari di questi mafiosi dovrebbe provvedere anche e soprattutto alla confisca di beni provenienti da attività lecite. Sempre che ce ne siano.

Non solo, durante il processo gli interpreti in grado di tradurre i dialoghi in lingua rom tra gli imputati si sono rifiutati di fare il loro lavoro per paura di ritorsioni.

Stiamo passando dall’Horror alla Fantascienza.

Non sono ragazzi allo sbando perché senza famiglie solide alle spalle e come punti di riferimento: qui le Famiglie sono solide, sono l’unico punto di riferimento e l’eredità esiste e non si può rifiutare. Un’eredità di sopraffazione e violenza nei confronti di coloro che non fanno parte della famiglia e che non si sottomettono alle sue prepotenti leggi. Tutto per il benessere dei suoi componenti e di chi, per incroci di sangue, ne entra a far parte. Stanze segrete dove solo a pochi è concesso entrare. Stanze segrete da difendere con ogni mezzo. Anche minacciando un contagio da Aids.

A quando le lettere con l’antrace?