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Rivelare il Finale

Rivelare il Finale. Immaginate di trovarvi, per vostra scelta, completamente isolati dal resto del mondo, circondati da ghiacci, con temperature che possono arrivare fino a -64°C, al buio per 3 mesi l’anno, in compagnia di pinguini e balene.

A parte il fatto che quello che poteva essere considerato il Continente incontaminato per eccellenza, sta diventando contaminato proprio dalla presenza dell’uomo… ma questa è un’altra storia.

Rivelare il Finale Base Russa Ricercatori

Base Russa in Antartide – Oleg Beloguzov e Sergey Savitsky

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Torniamo alla vicenda che ci interessa. Dicevamo, immaginate di dovervi trovare per vostra scelta in un container in mezzo ai ghiacci dell’Antartide.
Ebbene, finito il lavoro, le varie ricerche, le pulizie e tutti gli obblighi quotidiani, decidete di rilassarvi dedicandovi alla lettura di libri gialli. La vostra passione e il vostro unico passatempo, l’unico modo per svagarsi dalla noia polare.

Ma non siete soli nella sperduta base scientifica. C’è un collega con voi che quei libri li ha già letti e ne conosce ogni finale. Non sa cosa fare. Anche lui, una volta finiti i lavori quotidiani, cerca un passatempo, uno qualsiasi. E vorrebbe interagire con voi, magari fare conversazione, ma siete così presi dalla trama del libro che non siete per nulla interessati.

Allora, per accorciare i tempi, il vostro collega non trova di meglio da fare che dirvi subito come va a finire. Vi rivela il nome dell’assassino.

Ecco. Il vostro collega è uno spoileratore seriale.

South Shetland, 1 novembre 2018 – Un ‘cold case’ (dal punto di vista della temperatura) risolto subito e, anche, il giallo più freddo di sempre. Il primo tentativo di omicidio della storia nel continente ghiacciato Antartico è andato in scena il 9 ottobre nella remota base di King George Island, parte del gruppo di isole della South Shetland. Lo scienziato russo Sergey Savitsky ha aggredito a coltellate il collega Oleg Beloguzov perché accusato di «svelare continuamente la fine dei gialli che l’aggressore leggeva». Savitsky per passare i mesi solitari nella stazione di Bellingshausen aveva deciso di immergersi nella lettura di libri caratterizzati dalla suspense del finale misterioso, ma Beloguzov gli rovinava sempre il gusto del thrilling.

Dopo svariati scherzi e altrettante liti, Savitsky si è arrabbiato oltre misura. Così l’ingegnere 55enne ha preso un coltello da cucina e l’ha piantato nel petto del collega 52enne.

La Maledizione della Conoscenza

Secondo l’Accademia della Crusca il neologismo spoilerare, utilizzato nel web e nella lingua dei mass-media significa:

rivelare, in rete o anche in altri contesti, come nel corso di una conversazione o di un programma televisivo, dettagli rilevanti della trama di un libro, un film, una serie televisiva, ecc., rovinando l’effetto sorpresa.

Oggi, nell’Era Netflixiana delle lunghe Serie Tv, spoilerare è considerato uno dei peggiori crimini contro l’umanità.
Chi spoilera rovina, danneggia, disturba la fruizione di un libro, di un film a chi non l’ha ancora fatto, senza preoccuparsi di rovinargli la sorpresa.

Rivelare il Finale Spoiler Avenger Infinity War

Lo Spoiler del finale di Avenger Infinity War

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Un grande classico, la Bibbia

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E’ la Maledizione della Conoscenza, forse è la presunzione di conoscere cose che altri non sanno e di godere di questo vantaggio. Mostri di egoismo.

E allora i gialli del Tenente Colombo? Questa serie TV poliziesca degli anni ’70 capovolge completamente il concetto di giallo deduttivo di matrice inglese.  Infatti, vediamo subito l’omicidio e il contesto in cui viene commesso. Eppure, la serie ha avuto un enorme successo perché lo scopo è seguire l’azione del poliziotto nello smascherare il colpevole.

Una serie che ha fatto dello spoiler il suo marchio di fabbrica e di successo, è la dimostrazione che sapere già cosa accade non vuol dire che non si riesca ad apprezzare la storia in sé.

Del resto, ci sono capolavori della letteratura, ma anche del cinema, che pur conoscendone lo svolgimento, torniamo più volte a rileggere o a riguardare.

Quindi, non facciamone una tragedia. Ma solamente se uno non spoilera con cattiveria.

Un Caso Personale

Profondo Rosso di Dario Argento del 1975 fu un film clamoroso, soprattutto per le tematiche affrontate: i fenomeni telepatici, gli omicidi molto trucidi, un’escursione nella psicologia (il rapporto con la madre), la presenza di un assassino seriale, una casa abbandonata.

In quel periodo, i film si vedevano solo al cinema e soprattutto di domenica. Noi, giovani adolescenti, riuscimmo ad andare a vedere quel film che la critica osannava e che il pubblico era ansioso di vedere. Era il primo spettacolo, quello delle 15,30. Rimanemmo tutti piuttosto impressionati e uscendo dalla sala, alla fine della proiezione, forse per scaricare la tensione, cominciammo a parlare ad alta voce tra noi su ciò che avevamo appena visto.

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Profondo Rosso, la scena rivelatrice

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Per uscire dal cinema si doveva passare davanti alla biglietteria dove moltissime persone erano in fila, in attesa di entrare al secondo spettacolo. Non ricordo bene chi, fra noi, cominciò a dire ad alta voce: “ Chi l’avrebbe mai detto che l’assassino è la madre di Carlo!”.

Erano altri tempi, noi eravamo molto giovani e con pochi divertimenti, ma le facce delle persone in attesa di vedere il film me le ricordo ancora tutte. Ci fulminavano con gli occhi. Oggi ci avrebbero preso a coltellate.

Rivelare il Finale The Others e Il Sesto Senso

The Others e Il Sesto Senso Due film dove cambia il Punto di Vista

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La Morte è un Punto di Vista…

Ci sono film, come Il Sesto Senso e The Others, dove l’effetto sorpresa del finale lascia veramente di stucco. Ciò non toglie che sono due film che personalmente ho rivisto almeno sei-sette volte, sempre provando la stessa vertigine data dalla paura dei fantasmi.

La sorpresa a volte è parte integrante della trama, come nel film I soliti sospetti, con un finale clamoroso. Eppure, anche in questo caso, il film è talmente ben costruito che uno lo potrebbe rivedere tranquillamente decine di volte. Ed ogni volta scoprirebbe cose nuove o apparentemente nascoste.
Se questi film che non andassero oltre la prima visione, sarebbero film mediocri.

Una ricerca durata cinque anni condotta dall’Università della California ha dimostrato che sapere il finale di una trama non rovina lo spettacolo. E sapere come andrà a finire ci permette di concentrarci e di apprezzare altri aspetti.
Se non fosse così, che senso avrebbe l’esistenza dei classici?