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PRIMATO PAPALE

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Primato Papale

Nella Chiesa ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. E quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così. E’ triste dirlo, no? Dio ci salvi dalle tentazioni di una doppia vita, dove mi mostro come uno che serve e invece mi servo degli altri.

(Papa Francesco, Omelie di Santa Marta).

Il concetto di proprietà non esisteva nella Preistoria. Gli uomini erano nomadi e nessuno possedeva terre o immobili o caverne. Il lavoro è l’attività attraverso cui ci si procura il cibo e sicurezza; l’individuo tiene per sé l’intero frutto del proprio lavoro.
Nel Neolitico, con l’affermarsi dell’Agricoltura, la fine del nomadismo e l’incremento demografico, gli spazi vuoti si fanno sempre più rari e il rischio di scontri armati fra tribù diventa endemico. Chi non è forte abbastanza sa che, presto o tardi, verrà espropriato della sua terra e dei suoi beni. Da questo momento la proprietà privata dipende dai rapporti di forza.

I Romani conquistano quasi tutto il mondo conosciuto, esportando il loro modello di civiltà la influenza durerà per oltre 20 secoli.
Nel II e III secolo d.C. si diffonde la religione cristiana nell’Impero Romano. La forza del nuovo culto fu soprattutto generata dall’indipendenza economica: molti lasciavano i propri beni in eredità alla Chiesa cristiana  che li gestiva attraverso vere e proprie banche cristiane. Alcuni imperatori cercarono di porre un argine ai problemi economici dell’Impero requisendo le proprietà della Chiesa cristiana. Lo stretto rapporto, spesso conflittuale, a volte ambiguo, tra i rappresentanti di Dio e l’Imperatore segneranno tutta la Storia dei secoli a venire.

Il primo Papa della Chiesa romana fu San Pietro anche se fino a Callisto I (217-222) non si parla di Papa bensì di Vescovo di Roma che:

gode di un prestigio e di un’autorevolezza molto particolari e superiori a quella di tutti gli altri vescovi della cristianità: tuttavia è ancora un primus inter pares.

Secondo la tradizione cristiana Gesù Cristo conferì a Pietro il primato di giurisdizione sull’intera Chiesa di Dio (Matteo 16,18)

E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Io ti darò le chiavi del regno de’ cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto nei cieli.

Ne consegue che chiunque succeda a Pietro nella sua cattedra ottiene il primato di Pietro su tutta la Chiesa.

La supremazia del Vescovo di Roma ricevette un forte impulso nel IV secolo quando Costantino (306-337), dopo essere salito al potere, concesse ai Cristiani la libertà di professare la loro fede, restituendo alla Chiesa le proprietà che erano state confiscate dai suoi predecessori. I Vescovi si ritrovarono ingenti proprietà da amministrare, il tutto esentasse. Costantino divenne una sorta di “capo invisibile” della Chiesa, interferendo in materia di fede e dottrina e i vescovi, che non volevano perdere i loro privilegi, furono costretti ad inchinarsi davanti alle sue decisioni. Nel 330 Costantino decide di spostarsi a Bisanzio, che chiamò Costantinopoli, per farne la capitale dell’Impero. A Roma venne a crearsi un vuoto politico, immediatamente occupato dal Vescovo Silvestro I (314-335 d.C.), che oltre che a svolgere funzioni religiose cominciò ad esercitare anche le funzioni amministrative, diventando la persona più potente della città.

Nell’ottavo secolo sarà reso pubblico un documento chiamato Donatio Constantini (la Donazione di Costantino, datato 30 marzo 315) in cui si afferma che Costantino nello spostarsi a Bisanzio lasciava la giurisdizione di Roma e di altri territori al Vescovo di Roma. La donazione venne utilizzata dalla Chiesa nel Medioevo per avvalorare i propri diritti sui vasti possedimenti territoriali in Occidente e per legittimare le proprie mire di carattere temporale e universalistico.

Tale documento è stato ritenuto un falso.

L’ulteriore affermazione del primato del Papa si ha nel 1302 quando Papa Bonifacio VIII promulga la Bolla Papale Unam Sanctam Ecclesiam dove sancisce la superiorità del potere spirituale sul potere temporale dichiarando che:

Siccome col Diluvio Universale, tutti gli esseri umani sono sott’acqua o, comunque dispersi in mare e, l’unico sopra le acque era Noè che rappresenta l’Unica Santa Chiesa, chi gestirà tutti beni, mobili ed immobili che, emergeranno successivamente il ritiro delle acque? Siccome Noi, Chiesa Cattolica, siamo i diretti rappresentanti di Dio, rivendichiamo il diritto di amministrare il tutto e la Chiesa è l’unica che può concedere ai regnanti l’amministrazione dei territori conquistati.

Con la Bolla Papale di Sisto IV  Romanus Pontifex  (1455), la Chiesa concede l’amministrazione al Re delle terre colonizzate e l’autorità al Re di espropriare tutte le terre dei popoli al di fuori della Fede Cristiana come atto di Fede a Dio.

Perciò noi, […], poiché abbiamo concesso piena e completa facoltà al re Alfonso (Re del Portogallo, n.d.r.) di invadere, ricercare, catturare, conquistare e soggiogare tutti i Saraceni e qualsiasi pagano e gli altri nemici di Cristo, ovunque essi vivano, insieme ai loro regni, ducati, principati, signorie, possedimenti e qualsiasi bene, mobile ed immobile, che sia di loro proprietà, e di gettarli in schiavitù perpetua e di occupare, appropriarsi e volgere ad uso e profitto proprio e dei loro successori tali regni, ducati, contee, principati, signorie, possedimenti e beni, in conseguenza della garanzia data dalla suddetta concessione il re Alfonso o il detto Infante a suo nome hanno legalmente e legittimamente occupato le isole, terre, porti ed acque e le hanno possedute e le posseggono, ed esse appartengono e sono proprietà “de iure” del medesimo re Alfonso e dei suoi successori; […] possano compiere e compiano questa pia e nobilissima opera, degna di essere ricordata in ogni tempo, che noi, essendo da essa favoriti la salvezza delle anime, il diffondersi della Fede e la sconfitta dei suoi nemici, consideriamo un compito, che concerne Dio stesso, la sua Fede, e la Chiesa Universale – con tanta maggior perfezione, in quanto, rimosso ogni ostacolo, diverranno consapevoli di esser fortificati dai più grandi favori e privilegi concessi da noi e dalla Sede Apostolica.

Nel 1481 la Bolla Papale di Nicoló V Aeterni Regis Clementia, stabilisce la spartizione delle terre che si affacciano sull’Oceano Atlantico, tra Spagna e Portogallo. Differentemente dalla precedente Romanus Pontifex , il “bene” concesso ai Re non è più la terra, ma sono gli esseri umani che abitano quella terra, che da quel momento , in quanto infedeli, vengono considerati incompetenti, incapaci e dunque soggetti ad amministrazione coatta. Attraverso questa bolla la Chiesa concede a Re la Patria Podestà degli esseri viventi/abitanti delle colonie.

Nel 1534 il Re Enrico VIII si dichiara unico capo supremo della Chiesa in Inghilterra e che la corona inglese avrebbe goduto di “tutti gli onori, le dignità, le superiorità, le giurisdizioni, i privilegi, le autorità, le immunità, i profitti, e i beni derivanti dalla suddetta dignità.

Con l’Atto di Supremazia, Enrico VIII ufficializza la separazione definitiva dalla Chiesa di Roma, affermando l’indipendenza della Ecclesia Anglicana. Ma non i metodi che da sempre il potere ha utilizzato per perpetrare il suo primato.

Il perfezionamento in ambito legale Inglese delle Bolle Papali  si ha nel 1666 con il Cestui que vie Act (pronuncia inglese set-a-kay). Nel 1666 a Londra, dopo la Peste Nera e il Grande incendio, una delle più grandi calamità nella storia della città, il Parlamento inglese emanò questo Atto  con il quale si surrogava i diritti su uomini e donne ovvero:

Tutti gli uomini e le donne sono stati dichiarati morti, persi in mare / al di là del mare (lost beyond the sea)

Lo Stato, quindi, prende in custodia tutti gli uomini e il loro proprietà convertendoli in un Trust; ne è il fiduciario e ne detiene tutti i titoli fino a quando un uomo vivo (o donna) torneranno a reclamare quei titoli.
Londra stava bruciando, la Peste aveva decimato la popolazione: quale momento migliore per il Parlamento per far passare una legge che dichiarava la maggior parte dei cittadini dispersi o morti?
Solo una coincidenza? Di fatto, risultò difficile per la popolazione, composta soprattutto da gente semplice e analfabeta,  dimostrare di non essere morti, soprattutto perché non debitamente informata, lasciando quindi al governo campo libero, consentendogli di impossessarsi di molte proprietà legalmente.
Il Cestui que Vie Act stabilisce principalmente che le persone sono incompetenti, incapaci di gestire la propria vita; sono definiti dispersi in  mare trasferendo tutti i diritti che l’essere umano ha acquisito con la Civil Law (da non confondersi con la Common Law), nell’ambito della Admiralty Law (Diritto Marittimo Internazionale).
Lo Stato prende ‘temporaneamente’ in carico,  in quanto Fiduciario, i beni e i terreni di queste persone fino a quando non si avranno notizie di loro, ovvero che essi stessi si dichiarino persone mature, capaci e di non essere più disperse in mare. Se dopo 7 anni la persona non dimostra di essere viva le sue proprietà apparterranno automaticamente allo Stato. Cestui que vie Act è ancora in vigore. Oggi.

Troviamo poi il Cestui que use con il quale si voleva limitare l’istituto giuridico detto Manomorta ecclesiastica. Tale definizione era propria dell’ordinamento feudale e deriva dall’uso, in caso di morte del vassallo, di consegnare al Re la mano recisa del defunto per comunicargli il venir meno del servizio feudale; successivamente indicò lo status di immobilizzazione dei beni e del patrimonio ecclesiastico la cui esistenza è perpetua e perciò sfugge alla tassa di trasferimento per causa di morte, con gravi perdite fiscali per il Re.
Il Cestui que use consente quindi agli ordini religiosi di abitare e sfruttare una determinata terra, senza il titolo di proprietà, che appartiene ad un consorzio di giuristi ed altre personalità che formalmente non hanno relazioni con la Chiesa.

Informazioni sull'Autore

Circolo dei Tignosi

Grafico Pubblicitario con l’hobby della scrittura e l’attitudine alla provocazione. Non ha potuto fare nella vita ciò che voleva, si sfoga con il web. Attivista, creatrice e sostenitrice di Movimento Alieno perché … non si sa mai. Il Circolo dei Tignosi è il Blog dove contano le domande perché è nelle domande che si trovano le risposte.

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