Prima le Donne poi le Bambine Jan Steen Kawardak 1663 Citazione

PRIMA LE DONNE, POI LE BAMBINE

Prima le Donne, poi le Bambine.

Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.  Charles Bukowsky

La rivoluzione tecnologica della robotica è arrivata. I robot non sono pù relegati nelle fabbriche ma stanno entrando nelle nostre case. Dopo averci sollevato dal peso di lavori usuranti, qualcuno ha pensato di infilarceli anche dentro il letto. Il sogno di molti uomini è diventato realtà. Nessuna implicazione di tipo moralistico, nessun rischio di incorrere in qualche attività illegale. In Europa esistono bordelli con Sex Dolls che offrono ai propri clienti i servizi con bambole in silicone che sembrano donne vere, con abbigliamento e movenze sexi, di ogni tipo e razza.

Il mercato offre robot per tutte le tasche e le esigenze. Donne e uomini ideali, iperrealistici, pronti a qualsiasi tipo di attività sessuale.

I primi esemplari erano poco più che semplici manichini poi la tecnologia si è affinato dotandoli addirittura di una personalità.a scelta: intelligente, romantica, lunatica, timida, intraprendente e in grado di reagire alla voce e al tatto del suo proprietario.

Tanto che, a detta dei creatori, molti uomini se ne sarebbero addirittura innamorati.
Già disponibili e configurabili in base ai propri gusti, basta fare un giro sul Web, pronti a soddisfare desideri sessuali e anche qualcosa di più.

Frigid Farrah, ad esempio, è programmata per resistere alle avance sessuali del partner. Oppure Samantha, talmente verosimile che nel 2017 all’Ars Electronica Festival a Linz, in Austria, fu letteralmente presa d’assalto e “violentata” da un gruppo di uomini eccitati. Una scena raccapricciante.

Questa nuova frontiera del sesso ha provocato molti interrogativi tanto che psicologi e giuristi se ne stanno interessando.

Prima le Donne poi le Bambine Rivoluzione Tecnologica

Rivoluzione Tecnologica

Prima le Donne poi le Bambine
Prima le Donne poi le Bambine Hermann Richter Girl Pixabay

Credits: Hermann  & Richter 

Prima le Donne poi le Bambine
Prima le Donne poi le Bambine Robot Australia

Credits: Australian Defence Force (ADF) 

Prima le Donne poi le Bambine

Intanto i ricercatori si sono chiesti se i sex robot possano avere un valore terapeutico per trattare, per esempio, pazienti con problemi della libido, disfunzione erettile, eiaculazione precoce e, in generale, disturbi della sfera sessuale legati all’ansia generata dal dover interagire con partner umani.

Emerge però il problema della perdita di intimità con i propri simili e la questione relativa all’uso dei sex robot per il trattamento della pedofilia e di devianze sessuali illegali.

E l’etica?

Nel 2002 Gianmarco Veruggio, ingegnere robotico sperimentale, direttore di ricerca al Cnr di Genova, ideò il concetto e il termine di Roboetica, per indicare il rapporto positivo che dovrebbe intercorrere tra  progettista/produttore/utente di robot e queste macchine intelligenti.

In merito a questioni legate a violenza e pedofilia, Veruggio spiegava che “difficilmente ci troveremo mai davanti a scenari alla Blade Runner, una specie di schiavitù sessuale in cui i robot saranno le vittime: con la tecnologia attuale sarebbe impossibile. Il problema non è se il robot prova sofferenza, ma quello che proviamo noi. Se ci abituiamo, per esempio, a picchiare un androide, lui non sente dolore, ma è lecito immaginare che prima o poi noi saremo soggetti a una desensibilizzazione anche in altri ambiti. E questo non è mai un bene”.

Per non parlare, poi, di tutte le questioni legate alla sicurezza e alla privacy: “I sex robot”, concludeva Varuggio, “avranno bisogno di essere regolarmente collegati alla rete per aggiornamenti, cosa che li espone a virus, hackeraggio, furto di dati sensibili.

Per poter interagire, queste bambole sono sicuramente dotate di microfoni e telecamere: come, e dove, vengono archiviati i file audio e video? Chi ne ha accesso, chi li possiede legalmente? Che uso verrà fatto della mappatura delle preferenze degli utenti?”.

E i robot militari possono avere “licenza di uccidere”?

Sempre secondo Veruggio:  “I robot militari sono già utilizzati in combattimento e miliardi di dollari sono spesi da oltre quaranta nazioni del mondo per lo sviluppo di macchine belliche sempre più micidiali.

Si tratta di un fenomeno di enorme portata, che sta avvenendo all’insaputa del grande pubblico e che viene descritto come una normale, persino benefica, evoluzione tecnologica, nonostante molti esperti mettano in guardia sui problemi impliciti ai robot militari e sul fatto che questi possono violare le convenzioni di Ginevra e le leggi di guerra vigenti.

A monte di tutte queste problematiche tecniche e legali, occorre tuttavia sottolineare una ineludibile questione etica di principio: se sia cioè umanamente ammissibile concedere ad un’entità autonoma non umana la licenza di uccidere un essere umano”.

Concetti e termini come intelligenza, autonomia o coscienza, dignità dell’individuo o il rispetto siano ben lungi dall’essere univocamente intesi.

Vi sono culture, anche tecnologicamente avanzate, dove i diritti delle donne e dei bambini , dove i concetti di etica e di responsabilità individuale non sono vissuti e concepiti come in Europa.

E fino a che punto di imitazione dell’essere umano si dovrebbe arrivare nel progettare la forma dei robot ?
Di quale grado di autonomia robotica dovremmo dotare i robot?

I settori che la Roboetica ha preso in considerazione sono stati quelli contenuti nella Euron Robotics Roadmap (2005-2006): umanoidi, intelligenza artificiale, corpo artificiale; sistemi di produzione avanzati; robotica industriale; assistenti robotici adattativi; domotica; robot di servizio in ambienti chiusi; robot ubiqui; robotica networked; Internet Robotics; Robot ecology; Outdoor Robotics; robotica in ambiente marino, aero, robotica spaziale; robotica medica e qualità della vita; robotica chirurgica; biorobotica; robot per assistenza; robotica militare; armi intelligenti, soldati robotici, superumani; edutainment; robot educazionali, giocattoli robotici, arte robotica.

Per ogni settore, sono stati elaborati i possibili problemi etici, sociali e legali collegati.

Nel caso degli umanoidi, le classi dei problemi evidenziati sono state:
• Affidabilità dei sistemi di valutazione interna dei robot;
• Difficoltà e anche impossibilità predittive relativamente al loro comportamento;
• Necessità della tracciabilità e della valutazione delle azioni e procedure;
• Necessità della identificazione di ogni robot;
• Necessità di affidabilità, sicurezza, dependibilità.

La dipendenza dai robot potrebbe diventare più pericolosa e devastante di quella dalla tv, da Internet e dai videogame?
Uno dei settori che saranno maggiormente chiamati in causa sarà il Diritto. Chi sarà ritenuto responsabile delle azioni dei robot? Il progettista? L’utente? Il robot?

Leggi l’articolo di Gianmarco Veruggio pubblicato nel numero di Media Duemila di luglio-agosto 2005 

Realtà Virtuale

Un documentario televisivo coreano “I Met You” ha descritto la riunione nel mondo virtuale di una madre con la figlia, morta a sette anni di una rara malattia incurabile .

Gli spettatori della Corea del Sud si sono sentiti tutti profondamente toccati da questa vicenda.

La madre si è tatuata il nome e il compleanno di Nayeon e indossa una collana realizzata con polvere d’ossa della figlia.

Prima le Donne poi le Bambine I Met You

I Met You

Prima le Donne poi le Bambine

L’incontro è avvenuto in un parco virtuale e la madre con la figlia si sono parlate per pochi secondi e si sono prese per mano.

Dall’incontro con un proprio caro deceduto e la creazione di un clone robotico dello stesso il passo e breve.
Diverse aziende stanno lavorando già a questa idea per creare , per adesso, “avatar digitali” di persone decedute mentre altre aziende stanno già costruendo cloni di robot di persone reali.

Le implicazioni di ciò sono impossibili da prevedere. Ma possiamo prevedere un sacco di lavoro per gli psicologi.

Una startup russa sta già realizzando androidi i cui acquirenti possono scegliere l’aspetto da dargli o clonare il proprio. Insomma, un robot tailor-made. L’intento di questa produzione è offrire ai clienti “l’immortalità digitale”. Aiuto!

Accanto alla realtà virtuale e ai robot simil-umani c’è un’altra realtà, più raccapricciante.

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’arresto di due donne che “usavano” le proprie figlie, poco meno che decenni, per realizzare video pedo-pornografici da vendere a pedofili via web.

Non solo, dalle intercettazioni tra una di queste donne e il padre della bambina si vengono a conoscere inquietanti particolari.

Il 40enne e la donna avrebbero deciso di concepire la loro bimba al solo scopo di abusarne sessualmente.

Da una “chat tra i due – ha scritto il gip Agnese Di Girolamo nell’ordinanza – emerge come assolutamente verosimile che la gravidanza sia stata voluta con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise”.

Clone umano per perversioni inenarrabili.
Come diceva il cinico Dr, House, “Il genere umano è sopravvalutato”.

Prima le Donne poi le Bambine Doctor House

 Doctor House

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Prima le Donne poi le Bambine Better Than Us Netflix

Better Than Us – Netflix

Prima le Donne poi le Bambine

Better Than Us

Better Than Us (Meglio di noi) è la prima serie russa a essere presentata con l’etichetta di Netflix Original.

Lo scenario raccontato da  è quello di un futuro molto prossimo: nel 2029 umani e robot androidi vivono fianco a fianco, condividendo tutti gli spazi e lavorando insieme per continuare a far progredire questi sviluppi tecnologici e sociali.
L’ingresso nel mondo comune dei robot ha alimentato anche il mercato nero di “bambole” dall’aspetto bellissimo pronte per essere messe a disposizione del miglior offerente.

Una di queste però è un androide dal passato oscuro: sfugge alle grinfie del suo nuovo padrone e scopre un mondo di emozioni che fino a quel momento si pensava fosse precluso alla popolazione di automi.

Diverse le vicende narrate legano la ricerca scientifica al contrabbando di vite (umane e robotiche) e a dilemmi etici su progresso e identità individuale.

Questa Serie ragiona sui confini morali che separano umanità e robotica, dal concetto di famiglia e quello di totale indipendenza personale, al confronto tra uomini e donne che trascende la natura dell’essere senziente.