Potere di Scegliere Circolo dei Tignosi

Potere di Scegliere

Come il Lamentarsi ci Influenza Negativamente

Il potere di scegliere è una delle più grandi capacità dell’uomo. In ogni momento della nostra vita facciamo delle scelte per accettare o respingere le esperienze che stiamo vivendo: è il libero arbitrio, il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di fare le sue scelte.  Queste scelte hanno una grande influenza su come percepiamo la realtà e il mondo in cui viviamo.
Spesso le nostre reazioni a cose nuove fanno parte di un programma automatico di guida e apparentemente sembrano guidate dall’istinto.
Questo processo è talmente perfetto che a volte ci sembra di essere addirittura le vittime di queste nostre reazioni condizionate. C’è comunque un modo per riprendersi il controllo della propria vita.

La mente umana è divisa in due zone generali di attività, la zona cosciente e la zona dell’inconscio. La parte cosciente ha il potere di scegliere, di usare la forza di volontà per ristabilire un flusso di pensieri. La parte dell’inconscio riceve ed immagazzina quello che crea la parte cosciente e registra tutti i dati derivanti dall’esperienza. Ad ogni stimolo si ottiene una risposta come funzione di impulso e scelta che si fondono insieme nella parte dell’inconscio per formare un programma completo di reazione.

Per liberarci da reazioni dannose, come quelle create dall’impulso, dobbiamo riprendere il controllo del meccanismo di programmazione attraverso la parte cosciente. Può essere molto difficile nel mondo di oggi, negli schemi preconfezionati che ci portano a partecipare a questa sorta di programmazione negativa.

Generalmente ci lamentiamo e diamo fiato al nostro lamento quando siamo in compagnia di amici o in famiglia e ogni volta continuiamo a rinforzare questa programmazione negativa che dobbiamo superare.
Quando riceviamo un stimolo si producono una serie di impulsi e reazioni in funzione di esperienze precedenti. L’impulso ci porta a fare la stessa scelta che abbiamo fatto in passato. Ad esempio se da bambino non ci piaceva l’odore dell’aglio probabilmente continuerà a non piacerci ogni cosa che abbia lo stesso odore. Quello che è peggio è che in molti abbiamo perso il contatto con il punto di scelta, pensando solamente al fatto che non mi piace l’aglio come qualcosa che fa parte del nostro patrimonio genetico.

Quando ci lamentiamo ed esprimiamo il nostro dissenso in base alla nostra esperienza, che sia giustificato o no, ci stiamo auto programmando a reagire con rabbia, insoddisfazione o avversione del futuro.
La paura è un tipo di emozione generata dalla scelta di rifiutare qualcosa. Un esempio può essere la vista del sangue. Quando alcuni lo vedono hanno dei sobbalzi, oppure reagiscono fisicamente chiudendo gli occhi o andandosene. Tutte queste reazione sono dettate dalla scelta di rigettare questa esperienza, di rifuggire la realtà.

Attraverso lo studio di pionieri come Bruce Lipton sappiamo comunque che la mente e la consapevolezza controllano la biologia e non viceversa.

In ogni momento quindi la possibilità di scelta è alla nostra portata anche se poche volte ne facciamo uso, addirittura ce ne dimentichiamo. Questa è una trappola mentale in cui molti di noi sono caduti.

Se perdiamo il controllo sulla possibilità di scegliere abbiamo la sensazione di non avere scelta, che tutti i nostri pensieri, le idee, le nostre reazioni sono solo il prodotto di influenze esterne. Ci sentiamo vittime delle esperienze e della vita invece di sentirci artefici del nostro destino.

Da questo stato di profonda impotenza si ha la tendenza ad auto-programmasi con molte reazioni negative. E questo avviene, quando ci lamentiamo o diamo voce al dissenso, adottando un comportamento che indica che abbiamo respinto la nostra esperienza e come conseguenza ci stiamo programmando al sentimento di impotenza e di vittimismo. Questo effetto è stato chiamato la profezia che si auto-avvera, ossia quando compromettiamo i nostri obbiettivi ed le nostre idee a favore della cognizione di impotenza e dissonanza con gli eventi. Ma una volta che abbiamo riconosciuto di essere caduti in questo stato negativo sappiamo che possiamo richiamare uno stato positivo di accettazione dell’esperienza.

Il cervello è il registratore fisico delle nostre esperienze metafisiche. Le sinapsi si attivano creando connessioni neurali come riflesso ai nostri processi mentali. Queste connessioni sono la via che percorriamo con l’impulso e l’istinto. Se abbiamo perso contatto con il potere di scegliere, se abbiamo dimenticato come riprogrammare le nostre reazioni, in questo caso siamo letteralmente le vittime della nostra stessa programmazione subcosciente.

Quando ci lamentiamo di qualcosa di cui non siamo soddisfatti nella nostra vita siamo di fronte a un indicatore che ci dice che abbiamo in qualche modo scelto di respingere questa esperienza.
Spesso, notare che siamo caduti in questo tipo di processo mentale può infastidire ma occorre accettare quello che sta accadendo per potere agire positivamente. Per esempio, se siamo stati offesi verbalmente da qualcuno sicuramente siamo in una condizione in cui si preferisce il rifiuto. Mentre riconosciamo che qualcosa deve sicuramente cambiare occorre capire bene che cosa stà succedendo.

Accettando semplicemente la verità di quello che sta succedendo cambierà completamente la nostra prospettiva rimuovendo quindi la necessità di reclamare agendo invece in modo da proteggersi contro un fatto avverso.

Lamentarsi quindi è un indicatore del nostro stato di consapevolezza e può essere uno strumento per aiutarci a compiere nuove scelte. La chiave è creare una immagine positiva di accettazione che bilanci adeguatamente e di riflesso la parte negativa. Basta semplicemente dire: voglio smettere di lamentarmi.

Quando notiamo che siamo insoddisfatti e ci stiamo lamentando della nostra vita prendiamone atto e con tutta la nostra consapevolezza invochiamo l’accettazione del fatto. Immaginiamoci di accettare con grazia ed equilibrio, riempiamo questa immagine con quanta più energia possiamo, questo riprogrammerà l’impulso a respingere questa esperienza.

La nostra consapevolezza è uno strumento di creazione molto potente e quello che viene creato ha a sua volta un forte effetto su di noi. Occorre usare questo strumento saggiamente quando si nota un tipo di programmazione negativa in modo da potere usare l’energia positiva per bilanciarla.