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People from Eivissa

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato.

John Lennon

Eivissa è il nome in catalano di Ibiza. È l’isola delle Baleari contesa tra Fenici, Greci, Romani e Cartaginesi, conosciuta come l’Isola dei Pini e per il culto della Dea Tanit. Una divinità con tutti gli attributi della Dea Madre: fertilità, amore e buona fortuna. La Cueva d’es Cuyram, nella zona NE dell’isola è il Santuario dedicato a lei.
Roccia, acqua, luce sfolgorante, colori intensi: ecco cosa colpisce appena si arriva a Ibiza e ci si rende conto che è un luogo energetico, forte di emozioni forti.
Ma ce ne sono due, di isole. La prima è quella arcaica, bella, affascinante e misteriosa, quella che alimenta il Pensiero e lo Spirito. La seconda è un’invenzione. Una trovata pubblicitaria, un esempio di marketing riuscito. Un’operazione di infestazione iniziato nel 1968 quando un gruppo di Hippies la elessero a loro Festa permanente dove tutto era permesso. Ibiza diventa una tappa obbligatoria del Grand Tour del Giovane Hippy degli anni ’60 del Novecento, assieme a Goa, Kabul, Tangeri, Kathmandu, Bali, San Francisco, Amsterdam …

La fama di Ibiza come Isola del Libero Pensiero inizia ben prima, negli anni Trenta, durante la dittatura del Generale Franco, quando diventa il rifugio di molti dissidenti politici, di artisti e letterati.
Francisco Franco abbandona le Baleari al loro destino e gli abitanti accettano questa invasione che permetterà loro di sopravvivere. Ibiza cambia volto divenendo meta di turisti attratti dalle spiagge e dalle calette dalla sabbia bianca e dal mare cristallino, mentre la presenza di personaggi di rilievo attira frotte di peluts, pionieri dell’invasione di

Utopia, luogo di felicità e perfezione dove realizzare il sogno di un futuro migliore. (Thomas More)

Tra mercatini e locali di ritrovo inizia l’assalto all’isola, non più luogo sacro dove una natura travolgente stimola il Pensiero e rinfranca lo Spirito, dove i

[…] … nostri antenati quando si svegliavano qui credevano di essere in Paradiso. Diario de Ibiza, 1969

Le isole del sole, terre di abbondanza e di allegria sono il sogno dell’umanità fin dai tempi di Omero, di Platone e il mito di Atlantide. Il mare è la sostanza dell’Utopia. Taglia i ponti e l’acqua è Vita, è Purificazione. Il tempo non significa niente, non c’è distinzione tra tempo dedicato al lavoro e tempo da dedicare alla vacanza. E’ qui che ciascuno può realizzare i suoi desideri.

Lo sapevano bene gli hippie che negli anni ’80 del Novecento si ritrovano arricchiti. L’Utopia è finita, inizia la Commercializzazione della Vacanza. I principi sono gli stessi: libero pensiero e tempo dilatato. Con l’aggiunta del Merchandising, dei Tour Operator, dei Club aperti 24 ore su 24, lo sballo e il divertimento ad ogni costo. Ibiza cambia di nuovo volto : ecco le luci artificiali, i lustrini, i Beach Club, il DJ Superstar che attira le folle (paganti). La Società delle Esperienze Ricreative.

Gente da Ibiza
Oh, gente da Ibiza
Ibiza, il paese delle meraviglie
Gente da Ibiza
Oh, gente da Ibiza
Ballo nella sabbia 

(Sandy Marton, People From Ibiza)

Marginalmente sopravvive la Ibiza Arcaica, quella agricola, quella degli allevamenti di capre e della permacoltura. C’è il silenzio, la luce abbagliante del sole, il profumo del mirto. C’è l’isola misteriosa di Es Vedrà e la sua leggenda di strane visioni e risvegli spirituali, la Grotta della Dea Madre, il Mito, la Storia.
La Società delle Esperienze Riflessive.

Ibiza è un Sogno Personale. Si arriva qui incuriositi, per un fine settimana, quanto basta per scoprire che forse è proprio qui che potremmo trovare ciò che cerchiamo e tre giorni non bastano più.