Nobel ai Progetti Umanitari

Nobel ai Progetti Umanitari

Il 9 ottobre 2009 il comitato di Oslo conferisce a Barack Obama il Premio Nobel per la Pace

 “per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli”.

8 Agosto 2014 – Il presidente americano Barack Obama ha dato il via libera ai raid aerei contro il militanti dell’ISIS in Iraq.

“La decisione – ha sottolineato Obama – è stata presa per colpire i terroristi islamici, proteggere il personale americano in Iraq ed evitare un potenziale genocidio. Non potevamo chiudere gli occhi. I caccia americani entreranno in azione se necessario e i bombardamenti saranno mirati”.

Paesi in cui sono presenti i militari statunitensi  (fonte Congressional Research Service)

 

Terrorism theat:

Afghanistan

Somalia

Yemen

Central Africa Republic

Kosovo

South Sudan

Iraq

South Korea

Niger

Jordan

Burundi

 

Negli anni 70, in piena epoca conosciuta come Anni di Piombo, sui muri delle città capitava di leggere una scritta fatta con la vernice: La guerra è la pace americana. Oggi, dopo quarant’anni, sembra che sia ancora così. Nel giorno del ricevimento del Nobel per la pace, il presidente degli Stati Uniti dichiarò che: “La storia lo dice. Se la pace è l’obiettivo, la guerra è qualche volta giustificata”. E quando, signor presidente, la guerra non è giustificata? Definisca la parola PACE, per favore. Mandare i droni a bombardare un paese lontano migliaia di chilometri da Washington non è guerra, esattamente come un rapporto orale non è sesso. Lo dice un altro presidente americano, Bill Clinton.  La difesa dei cristiani in Iraq non nasconde, in realtà,  la difesa degli impianti petroliferi di aziende USA in quel paese? In Iraq si estraggono circa  3 milioni di barili al giorno. I cristiani sono 300.000. In Siria si estraevano, prima dello scoppio della guerra civile, circa 400mila barili al giorno. I cristiani sono 843.000. Siamo proprio convinti che la guerra di Obama abbia come unico scopo quello di permettere ai cristiani di professare la loro religione, liberamente, nei paesi musulmani? E se non si può bombardare si fa la guerra a colpi di finanza. Le agenzie di rating statunitensi si comportano come dei terroristi. Non vestono giubbotti e tute mimetiche ma giacche di Armani e cravatte di seta, ma riescono lo stesso a far crollare governi e far fallire nazioni sovrane. E se non ci sono scuse per bombardare si fa la guerra a colpi di virus letali. Guarda caso sempre con focolai africani che poi, attraverso operatori umanitari, si espandono nel “mondo occidentale”. Teorie complottiste o banale reinterpretazione della realtà? Un consiglio: guardatevi il film Wag the Dog, banalmente tradotto in  italiano con il titolo Sesso e Potere (1997) diretto da Barry Levinson. È tratto dal romanzo American Hero di Larry Beinhart. Il film affronta il tema della manipolazione dell’opinione pubblica attraverso il controllo dei mass media, asserviti al potere. Rimarrete sorpresi.