Capriccio di Geometra Citazione

MOSTRI D’ITALIA

Mostri D’Italia. Succede che un giorno scopriamo che l’Italia è un paese di Mostri.
Ma mostri veri, non immaginari.
E capita che un Mostro si metta a parlare di un’altro Mostro.

Nel 2016 uno dei Mostri del Circeo comincia a raccontare che durante una vacanza a Cortina D’Ampezzo abbia incontrato un personaggio che si racconta sia coinvolto nelle vicende degli omicidi del Mostro di Firenze.

Durante questa vacanza, era agosto del 1975, il Mostro del Circeo (il massacro del Circeo è del settembre 1975), insieme ad alcuni amici della Roma cosiddetta bene, rapiscono Rossella Corazzin.

La ragazza 17enne viene prima portata in una villa della zona, di proprietà dei genitori di uno dei suoi amici romani, poi a Rimini e successivamente in una villa Sul Lago Trasimeno dove fu uccisa.

I responsabili di questo orrore sarebbero molti, una decina di persone. Il Mostro fa anche dei nomi ma, al momento della sua confessione, sono già tutti morti.

La magistratura riapre le indagini, ulteriori accertamenti… il solito circo. Ma non si arriva a nulla.

Il Mostro è solo un millantatore?

Scorrendo la sua “carriera” non ci sarebbero dubbi circa la sua capacità di compiere atti crudeli per puro piacere, ma siccome fa nomi precisi, diventa doveroso dubitare.

Ma lui spiega: “Voglio togliermi un peso dalla coscienza” … A questo non crediamo, al fatto che abbia una coscienza s’intende…

Mostri D'Italia Boris Karlof

Boris Karloff

Mostri D’Italia 

Il proprietario della villa di Perugia era conosciuto con il soprannome di Boris Karloff, per questa sua mania dei riti di sangue. A detta del Mostro del Circeo, a lui e ai suoi amici venne proposto di diventare la “mano militare” di una certa setta esoterica dedita a quei riti.

Nel corso delle indagini fatte anche a Perugia, furono raccolte testimonianze che provavano l’esistenza di una setta satanica che aveva sacrificato la ragazza di Cortina durante un rito avvenuto nella villa.

 “Queste cerimonie iniziatiche di sangue servivano anche e soprattutto per legare tra noi, rampolli di potenti famiglie. Volevamo una vergine”, ha detto il Mostro del Circeo.

“La ragazza venne vestita di una tunica bianca e messa su un tavolo. Gli uomini erano vestiti tipo ordini cavallereschi e fecero una sorta di giuramento di sangue. Poi a turno stuprarono questa giovane, che era cosciente di quello che le stava succedendo. Sembrava che fosse inerme, del resto era prigioniera da venti giorni”. Ma non dice dove poi sia stato sepolto il corpo.

Incredibile come i Mostri vengano sempre collegati ai luoghi di azione… e qui stiamo facendo proprio un tour d’Italia…

Mostro di Firenze e Sette Sataniche

La vicenda rappresenta ancora oggi un caso unico nella storia criminale mondiale e alla pista delle sette sataniche è stata preferita quella dei Compagni di Merende.

Nel 1984 il Prof. Francesco Bruno, come consulente del SISDE fece una relazione su incarico del Dott. Parisi, ancor prima che accadesse l’ultimo duplice omicidio del Mostro di Firenze.

La relazione del 1984 non si sa bene che fine fece ma Bruno la riciclò nel 1995 quando divenne consulente della difesa di Pacciani, a processo come autore in concorso con altri degli omicidi del Mostro di Firenze.

Il funzionario incaricato delle prime indagini, il Dott. Michele Giuttari, era fermamente convinto che, vista la particolarità dei delitti, ci fosse un secondo livello, una sorta di cupola che manovrava i compagni di merende. Mandanti insospettabili ma ancora più perversi degli esecutori.

Ma, inspiegabilmente, fu sostituito e al suo posto arrivò Ruggero Perugini, di formazione americana, data dai suoi studi sui serial killer Accademia dell’FBI in Virginia.

Ma l’Italia non è gli Stati Uniti e Firenze non è Quantico. Da noi più che la scienza funziona l’occulto, l’esoterismo. Siamo da sempre la terra preferita delle sette segrete, fa parte della nostra storia. Possiamo tranquillamente affermare che gli altri hanno imparato da noi… non a caso siamo la terra della Mafia e segreti e omertà sono il pane quotidiano.

I serial killer americani sono spesso “persone normali” che vivono una vita sdoppiata.

Il Mostro di Firenze non è così, non agisce da solo, non conduce una “vita normale”, anche se nella vicenda compaiono le figure dei complici come il postino, il carabiniere, il farmacista, il medico, il massone.

La massoneria non è necessariamente una setta criminale. Della Massoneria conta la segretezza, la “fratellanza”, la chiusura verso tutti coloro che non ne fanno parte.

Mostri D'Italia Francesco Bruno

Prof. Francesco Bruno

MOSTRI D’ITALIA

Studio psico-criminologico sulla serie di delitti e sugli atti attribuiti al cosi’ detto “Mostro di Firenze” – Prof. Francesco Bruno Professore di Psicopatologia forense e di Criminologia nell’Universita’ di Roma “La Sapienza”

Qui Documento Completo

Lo studio in oggetto ha avuto lo scopo di analizzare sotto un profilo scientifico tutti gli atti commessi dal “Mostro di Firenze” (reati e messaggi), studiandone la struttura, gli elementi caratterizzanti e le dinamiche, in modo da evidenziarne e/o dedurne quelli utili alla comprensione criminogenetica,criminodinamica e psicologica dei fatti, alla loro interpretazione logica ed all’ enucleazione di quelle caratteristiche capaci di offrire razionali e probabili ipotesi descrittive del profilo psicologico dell’ omicida ed eventuali elementi facilitanti la sua identificazione e la sua cattura.
[…]
 Alcune peculiarità dei delitti e specificamente:
♦ il fatto di uccidere sempre delle coppie molto giovani
♦ il fatto di colpire tali coppie, tranne che per una possibile eccezione, sempre subito prima che esse possano iniziare il vero e proprio rapporto sessuale;
♦ il tipo di mutilazioni inferte alla donna con l’escissione, dapprima del pube e poi della mammella sinistra; le caratteristiche esecutive di tali operzioni che egli compie verosimilmente in un breve periodo di tempo, in condizioni disagiate, ma con perizia chirurgica e decisione di taglio;
♦ il ricorso ad atti simbolici di non difficile interpretazione quali ad esempio:
01) le 96 coltellate alla donna nel 2°omicidio;
02) il tralcio di vite in vagina nel 2°omicidio;
03) la disposizione degli oggetti rinvenuti sul luogo del 2°omicidio: mutandine sotto una pianta e maglione bianco di lei gettati a 300 mt. in un campo di granturco;
04) l’aver svuotato la borsa di lei nel 3°omicidio;
05) l’aver trascinato giù dalla auto anche l’uomo nel 4°omicidio;
06) l’aver sparato ai fari dell’auto nel 5°omicidio;
07) l’aver gettato via le chiavi d’accensione nel 6°omicidio;
08)l ‘aver strappato giornali gay forse delle vittime nel 6°omicidio;
09) la catenina strappata anteriormente nel 7°omicidio;
10) l’aver gettato in un fosso di rifiuti il cadavere dell’uomo nell’8°omicidio;
11) l’aver trascinato fuori dall’auto il cadavere della donna in quasi tutti i delitti;
12) l’aver operato sulla donna senza mai toccarla sul corpo se non con il pugnale con cui ha tagliato le vesti e gli indumenti.

♦ L’agire sempre nel periodo estivo, in giorni quasi sempre prefestivi, in notti di novilunio,sempre nelle stesse ore comprese tra le 23 e le 24;
♦ il fatto di non aver mai manifestato comportamenti sessualmente indirizzati nè composti, nè scomposti, nè diretti, nè indiretti, ad eccezione delle manipolazioni omicidiarie e “chirurgiche” sui corpi delle vittime. […]

♦ – L’asportazione degli organi è di natura simbolica così come simbolico e dimostrativo può essere il valore cosciente degli omicidi. […] L’assassino agisce con calma e padronanza senza tradire la minima eccitazione sessuale; egli si scompone soltanto quando qualcosa tende a sfuggire al suo controllo e allora interviene a ripristinare l’ordine sconvolto ed il suo dominio di onnipotenza indulgendo ad atti simbolici che hanno proprio tali significati (spara sui fari dell’auto, pugnala cento volte la ragazza ancora in vita, lancia lontano le chiavi, ispeziona e sconvolge l’ordine degli oggetti).
♦ – Indicazioni religiose dirette possono essere:
1. la scelta delle date (il II delitto, importante nella dinamica psico-patologica è stato compiuto il giorno dell’ Esaltazione della S.Croce; il III è compiuto il giorno della Trasfigurazione di N.S. (Sacro Cuore di Gesù); il VII è compiuto il giorno di S.Marta Vergine e l’VIII il giorno della Natività di Maria Vergine;
2. il tralcio di vite posto fra le gambe della Pettini nel II delitto sembra richiamare quanto esposto nel Vangelo di Giovanni 15,1,5 “Gesù disse ancora : “Io sono la vera vite, Il padre mio è il contadino, Ogni ramo che è in me e non dà frutto egli lo taglia e getta via, e i rami che danno frutto, li libera da tutto ciò che impedisce frutti più abbondanti… Io sono la vite , Voi siete i tralci. Se uno non rimane unito a me è gettato via come i tralci che diventano secchi e che la gente raccoglie per bruciare”;
3. la mancanza di immagini sacre sulla scena dei delitti. Nel VII delitto l’assassino rompe la catenina della Rontini per portarne via il Crocefisso. […]

L’assassino ha dimostrato un’indubbia perizia nell’eseguire i tagli anatomici degli organi che asporta e vi sono sufficienti indicazioni che egli sappia come trasportare e conservare i pezzi anatomici in suo possesso. Tutto ciò sembra rafforzare l’originaria convinzione che l’assassino possa essere un medico, o anche una persona dotata di cultura sanitaria, anche se non necessariamente un chirurgo […]
Il “modus operandi” dell’assassino è sempre simile, come se egli eseguisse nella sua mente un piano accuratamente preordinato. Quasi nulla di quanto avviene sul luogo sembra lasciato al caso; al contrario sembra quasi che il “mostro” si muova eseguendo precisi rituali, che vengano cambiati solo nel caso che si verifichino imprevisti di natura obiettiva. Il “rituale” dell’assassino sembra rispondere ad assoluti criteri di efficienza e di sicurezza ed è volto unicamente allo scopo di uccidere le vittime e di poter procedere poi alle mutilazioni sul corpo delle donne. L’azione è quindi rigidamente finalizzata ed è eseguita con grande sangue freddo e padronanza di sè. […]

♦ La scelta dei tempi, anch’essa, non appare completamente casuale; infatti, l’assassino agisce d’estate, forse per non lasciare tracce in campagna in notti buie e quasi sempre in giorni festivi o prefestivi, in ore tarde, ma mai diverse dalle 23-24. […]

Allo scopo di analizzare nel modo più obbiettivo le diverse fenomenologie omicidiarie si è proceduto ad analizzare le variabili numeriche relative ai delitti in oggetto. Infatti, ciascun evento può essere caratterizzato da elementi quantificabili come ad esempio:
 Il tempo inteso sia come data del calendario, che come intervallo trascorso da un avvenimento all’altro;
 l’età dei soggetti uccisi;
 la distanza dei luoghi dal centro di Firenze;
 il numero di colpi esplosi; il numero di lesioni inferte con l’arma da punta e taglio sia all’uomo che alla donna. Per ciascun delitto sono stati calcolati i valori numerici di tali elementi ed è stata costruita una matrice di valori sulla quale sono stati operati semplici calcoli statistici […]

6. Analisi Topografica
L’analisi topografica è stata eseguita sulla carta osservando la disposizione degli eventi a seconda dei luoghi. Come è facile vedere dalle cartine accluse, i diversi luoghi del delitto si dispongono a formare un arco di circonferenza da E-NE a S.O. a circa 16 Km. in media dal centro di Firenze. Nella zona NE-SE non sono mai avvenuti delitti. Inoltre, se si assume come ipotetico punto di riferimento il centro di Firenze si può osservare che ciascun delitto è stato compiuto in una direzione opposta a quella in media 33 Km. (X 32,9-DS 9,5), ancora una volta la massima variabilità si ha tra il 3°ed il 4°delitto (20 Km.) e tra il 5°ed il 6°(17,5 Km.).

Un’ulteriore osservazione consente di notare che la maggior parte degli eventi avviene sull’asse NE-SO(7 eventi), mentre solo 2 eventi, il 1°ed ancora una volta il 4°si dispongono in modo anomalo rispetto a tale asse. Sembra evidente che l’assassino non ha scelto in modo casuale i luoghi in cui colpire, ma che,viceversa, di volta in volta abbia seguito un criterio. […] Se il metodo seguito è giusto appare altamente probabile che l’Assassino, oltre che nella città di Firenze abbia soggiorno o residenza, nell’ordine in una delle seguenti località: Bagno a Ripoli- Meoste- Pontassieve- Sieci. […]

Da un punto di vista semantico e linguistico […] si è visto il mostro ama invece messaggi criptici spesso valorizzando non ciò che è contenuto nella forma, ma ciò che ad essa manca. […]

Simboli

Manca una analisi precisa dei tre cerchi di pietre ritrovati sul luogo dell’ultimo omicidio.

Accanto allo spiazzo dove la coppia di francesi si era accampata, si trovano tre cerchi di pietre dal diametro di 90 cm, di cui uno aperto e vuoto, uno aperto contenente pelli di animali bruciate, uno chiuso con all’interno due bacche e una croce di legno.

Secondo il parere di alcuni esperti tali cerchi di pietre potrebbero essere ricondotti a pratiche di tipo rituale, da collegarsi con le fasi di individuazione, condanna a morte ed esecuzione materiale dell’omicidio.

Sul luogo del delitto del 1981 fu trovato un possibile simbolo esoterico, una piramide tronca di circa quindici centimetri, simile a un sampietrino, parzialmente dipinta di rosso (N.B siamo a più di 50 mt dall’auto della coppia).

Riguardo le mutilazioni al pube, la cura, l’attenzione, la precisione con cui l’operazione è stata condotta non solo nelle fasi finali ed intermedie, ma anche in quelle iniziali risultano particolarmente meditate.

Da registrare l’assenza di ferite derivanti da mutilazioni sadiche che fa interpretare i delitti
come atto pienamente funzionale al possesso dell’organo feticistico.

Gli omicidi seguono un rituale ben preciso e prestabilito, dalla ricerca dei luoghi, all’attesa delle condizioni desiderate per uccidere, alla modalità di avvicinamento e di aggressione, alle azioni successive.

Tutto si ripete con una sistematicità e una ripetitività che appare quasi innaturale.

Mostri D'Italia Cerchi di pietre

Cerchi di Pietre

MOSTRI D’ITALIA
Mostri D'Italia Piramide

La presunta piramide ritrovata nel 1985

MOSTRI D’ITALIA

L’esistenza di mandanti dei delitti si basa su alcune dichiarazioni del teste e imputato Giancarlo Lotti, che dichiarò al processo che i feticci escissi dai corpi femminili sarebbero stati comprati da un ignoto “dottore”.

Ai mandanti e alla pista esoterica si collegano anche le grosse somme di denaro delle quali Pacciani entrò in possesso negli anni dei delitti.

Da cui nacque l’idea che i compagni di merende agissero per conto di personalità rimaste ignote e interessate a ricavare «feticci» mutilando i corpi delle vittime femminili. Pacciani, modesto agricoltore, arrivò a disporre di 157 milioni di lire in contanti e buoni postali fruttiferi, di un’automobile, l’acquisto di due case e la ristrutturazione completa della sua abitazione.

Tra gli investigatori che si sono occupati del Mostro di Firenze, c’è chi pensa che le sue vittime siano molte di più di quelle conosciute.