Mantenuti dai Robot Citazione

Mantenuti dai Robot

Halloween, 1970. Comincia oggi la Terza Guerra Mondiale, come deciso dal Popolo dell’Universo Libero.

Da questo giorno in poi, chiunque e/o qualunque compagnia o gruppo di persone che abusano dell’ambiente naturale o lo distruggerà, subirà la penalità della morte del Popolo dell’Universo Libero.

Io e i miei compagni da oggi in poi combatteremo fino alla morte contro chiunque non sosterrà la vita naturale su questo pianeta.

Il materialismo deve morire, o l’umanità si fermerà.

Edmund Kemper

Serial Killer Ambientalista

Mantenuti dai Robot. Dopo aver lavorato per trent’anni in un’azienda milanese che produce taniche e altri contenitori, un operaio viene licenziato perché una macchina ha preso il suo posto.

E nel 1991 questo operaio aveva già perso una mano.

Questa delle disabilità causa lavoro o, peggio, le morti sul lavoro sono una piaga che non si può più tollerare.

In un immaginaria società del lontanissimo futuro, potremmo fantasticare sulla fine del lavoro.

Quello fatto, per usare un modo di dire osceno,  dalle Risorse Umane.

Faranno tutto i robot e la ricchezza che produrranno sarà equamente distribuita tra tutti i cittadini.

Nessuno sarà più costretto a rischiare la vita per pochi euro, la paga della soppravvivenza. Finalmente non avremo più bisogno di rincorrere una immaginaria ricchezza.

Saremo mantenuti dai robot. E noi potremmo dedicarci solo di ciò che ci interessa.

Condividere conoscenza sarà l’attività più richiesta.

ll materialismo deve finire. Deve finire il concetto di schiavitù che segna la vita degli uomini da tempo immemorabile. Non è quello che ci hanno fatto credere finora.

Non siamo nati per soffrire e le tecnologie devono semplificarci la vita.

Ecco il nostro progetto per una Società più giusta.

La fine del lavoro

Non siamo più negli anni ’70 e il concetto di lavoro deve necessariamente cambiare. Prima di tutto sparirà la figura dell’operaio e con esso la figura del padrone/ industriale che dispensa posti di lavoro in cambio di una totale dedizione a esso.

Le industrie saranno nazionalizzate

Tutto ciò che crea prodotto e plusvalore sarà proprietà di tutti.

Nessuna persona dovrà più lavorare in incarichi usuranti, pesanti, meccanici e ripetitivi.

Questo spetterà solo ai Robot.

Tutta la ricchezza prodotta sarà condivisa fra tutti gli abitanti di quella nazione che potranno dedicarsi a lavori creativi e artigianali a loro piacimento.

Tutte quelle attività che nessun robot per quanto intelligente potrà mai essere in grado di fare.

Questa prospettiva spaventa coloro che credono che milioni di posti di lavoro potrebbero essere occupati in pochi anni da macchine. Ma sono solo visioni di chi è convinto che il concetto di lavoro sia lo stesso degli anni ’70.

Se parliamo di disoccupati, l’intelligenza artificiale è molto più pericolosa dei robot umanoidi: è improbabile che i robot possano sostituire l’intelligenza umana quando sono necessarie capacità corporee periferiche.

E se alcuni lavori scompariranno, poiché saranno fatti interamente da macchine umanizzate, il risultato sarà benefico: stiamo parlando di lavori più pericolosi o di lavori ansiogeni che richiedono ripetizioni infinite degli stessi movimenti.

Ad esempio, pulire l’esterno delle finestre in un grattacielo, lavorare in un impianto chimico o premendo i pulsanti in una fabbrica.

Bruno Siciliano

Professore all’Università Federico II di Napoli