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LACRIMA MUNDI

Lacrima Mundi Circolo dei Tignosi Blog

LACRIMA MUNDI

di Francesca Marchi

(2012)

 Questa storia s’ispira a fatti realmente accaduti ma non collegati fra loro.
Le ambientazioni e i personaggi sono frutto di fantasia.

SCENA N.1

ESTERNO GIORNO. MESSICO CENTRALE, IL DESERTO CONOSCIUTO COME ZONA DEL SILENCIO.
Panoramica di un cielo azzurro abbagliante.

VOCE FUORI CAMPO
Esiste un posto, dove ogni suono scompare, inghiottito dalle rocce del deserto. Le parole penetrano ogni profondità della terra, ogni singolo sasso, ma rimangono imprigionate per sempre, incatenate a colonne di marmi pregiati, trattenute nei volti dei martiri e delle mistiche in estasi, eternamente congelate in un attimo di dolore.

La MDP si abbassa lentamente, inquadrando una vasta distesa desertica, attraversata da una stradina sterrata; intorno solo qualche smorto cespuglio. In lontananza delle basse montagne. Tutto è immobile, non un alito di vento muove le piccolissime foglie dei cespugli. Improvvisamente, da sinistra entra in campo un’auto azzurro elettrico che contrasta violentemente con i colori grigi del deserto. Corre veloce sulla strada alzando un turbinio di polvere e scompare in lontananza. Nessun rumore mentre la MDP si alza, inquadrando ancora l’auto che s’inoltra sempre velocemente nel deserto.

In sovrimpressione geometrie allucinatorie come un trip acido, rettili dai colori forti e innaturalidove prevale il colore azzurro, cactus non più verdi ma dai colori tendenti al rosso.

STACCO su

SCENA N.2

ESTERNO GIORNO. ESTATE 1970. UNA BORGATA ALLA PERIFERIA DI ROMA.
Un grande Istituto dove vivono dei sacerdoti e dove si trova l’Oratorio che accoglie attività per bambini e ragazzi. Il grande edificio sorge in un luogo periferico, accanto ad esso si trova la chiesa parrocchiale; un campetto per il gioco del calcio, con le reti delle porte malridotte e strappate in più punti. Intorno, la campagna, dove la cementificazione della città non è arrivata. Un prato con l’erba tagliata solo in alcuni punti che traccia una sorta di percorso verso l’ingresso a un cunicolo posto sotto l’edificio. L’imboccatura è scura, sembra offrire una sorta di frescura a chi ha il coraggio di avventurarvisi.
Tra l’erba una buccia di cocomero appena mangiata è invasa da un numero impressionante di formiche. Il frinire intenso delle cicale smette improvvisamente quando FC si sentono dei passi pesanti di qualcuno che corre e il respiro ansimante.

STACCO su

SCENA N.3

INTERNO GIORNO. LA FINE DELLA SCALA D’ ACCESSO AL CUNICOLO.
Dal fondo della scala si vede l’ingresso del cunicolo attraverso il quale si scorge un albero nell’aria assolata del primo pomeriggio estivo.
Un bambino di dieci anni si avvicina all’ingresso del cunicolo. Indossa sandali blu portati senza calzini, un paio di pantaloncini corti e una camicetta di cotone bianco a maniche corte.
Si guarda intorno, come per farsi coraggio, poi inizia a scendere la breve scala.
Di spalle vediamo la sagoma scura di una figura che osserva il bambino scendere la scala. Il bambino si accorge della presenza, sbatte le palpebre più volte, per abituarsi all’oscurità. Riconosce la figura che lo sta aspettando: sorride nella sua direzione. Improvvisamente la figura apre il mantello nero che indossa, come larghe ali scure accolgono il bambino, che invece ha un’espressione spaventata.

SCENA N.4

INTERNO GIORNO. INVERNO 1970. IL CONFESSIONALE DI UNA CHIESA.

SOGGETTIVA di una bambina di 10/11 anni che osserva il volto del sacerdote attraverso la fitta grata che li separa. L’interno della Chiesa è freddo.
La bambina indossa un cappottino a quadri e tiene le mani giunte davanti a sé.
Il sacerdote vestito di nero ha intorno al collo una sciarpa di lana grigia fatta a mano. L’alito dei due si addensa davanti ai loro volti.

BAMBINA

Devo confessarmi, padre…

SACERDOTE

Quelli che si accostano al sacramento della confessione ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l’esempio e la preghiera.

 BAMBINA

Non è un peccato proprio mio… io sono stata … io non voglio più obbedire a Padre Taddeo.

 SACERDOTE

Il diavolo ci induce a commettere peccato per oltraggiare nostro Signore…

 BAMBINA

E se il diavolo fosse Padre Taddeo?

 SACERDOTE

Non offendere gli uomini di Chiesa! Padre Taddeo è il tuo insegnante.

Lui ha il compito di aiutarti a capire i tuoi peccati e indicarti un percorso di pentimento…

per ritrovare la santità di Dio e la sua misericordia.

 BAMBINA

Ma lui mi ha toccato, mi ha chiesto di baciarlo… io non lo voglio più fare.

 SACERDOTE

Ciò che ti dice Padre Taddeo tu lo devi fare.

BAMBINA

Vuole sempre darmi lezioni di catechismo da sola, dice che sono speciale,

 che per me e per le altre compagne questo è un onore.

 SACERDOTE

E dove avvengono queste lezioni di Catechismo?

 BAMBINA

Nel suo ufficio, chiude la porta a chiave. Mi avvolge con il suo mantello nero e mi stringe, poi mi fa sedere sulle sue gambe, poi mi chiede di baciarlo sulla guancia.

E poi vuole che lo bacio… lì. Mi dice che la Madonna ha partorito Gesù a dodici anni, che faceva tutto quello che il Signore le chiedeva. E mi dice che ancheio sono buona, sono pura … poi il suo “coso” si muove … allora mi dice che devo baciarlo, che quella è come la comunione … poi esce una cosa e lui dice che la devo bere, che è un atto di comunione grandissimo fra lui e me.

Dice che è una cosa speciale che avveniva solo nel giardino dell’Eden. Era la vera eucarestia, un modo per essere in comunione perfetta con lui.

SACERDOTE

Queste sono parole che solo il diavolo può farti dire!

Ricorda cosa dice san Giovanni:” Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi “. Se riconoscerai i tuoi errori, l’amore misericordioso di Dio ti aiuterà a riconciliarti con i tuoi fratelli nel Signore.

BAMBINA

Ma io cosa ho fatto? Io voglio disubbidire… è questo il mio peccato?

Allora se il peccato è mio, qual è la penitenza per me?

SACERDOTE

Impongo su di te il sigillo del sacramento della confessione: t’impegnerai a non parlare con nessuno di questo che mi hai raccontato. Queste parole non dovranno mai uscire da questo confessionale. Dovrai pregare molto per riconoscere i tuoi errori, chiedere perdono con tutto il cuore  dei tuoi peccati. Dovrai recitare  10 Ave Maria, 10 Padre nostro e leggere per 5 volte ad alta voce il Salmo 51. Quindi non ti assolvo, ma ti aspetterò domani, dopo che avrai chiesto perdono dei tuoi peccati e dopo che avrai chiesto perdono a Padre Taddeo.

BAMBINA (quasi piangendo)

Ma che ho fatto io? È sua la colpa! Sua, sua e basta! Lui deve chiedere perdono a Gesù!

Padre, tu mi devi assolvere.

SACERDOTE

Ego te absolvo … (il sacerdote è spazientito).

STACCO su … segue

Informazioni sull'Autore

Circolo dei Tignosi

Grafico Pubblicitario con l’hobby della scrittura e l’attitudine alla provocazione. Non ha potuto fare nella vita ciò che voleva, si sfoga con il web. Attivista, creatrice e sostenitrice di Movimento Alieno perché … non si sa mai. Il Circolo dei Tignosi è il Blog dove contano le domande perché è nelle domande che si trovano le risposte.

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