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LACRIMA MUNDI/2

Lacrima Mundi 2 Circolo dei Tignosi Blog

LACRIMA MUNDI/2

di Francesca Marchi
(2012)

Questa storia s’ispira a fatti realmente accaduti ma non collegati fra loro.

Le ambientazioni e i personaggi sono frutto di fantasia.

SCENA N.5

INTERNO GIORNO. UFFICIO DEL SACERDOTE CONFESSORE ARCIPRETE.
La stanzetta adibita a ufficio è spoglia e fredda. In un angolo una vecchia stufetta elettrica con le resistenze rosse ci indicano che è accesa.
Il sacerdote è seduto alla scrivania, rimediata dalla casa di qualche parrocchiano generoso; completa l’arredo una scaffalatura, anche questa malandata carica di libri e carte.
Solo il telefono grigio a rotella è nuovo, appena installato; accanto all’apparecchio il contascatti e un vecchio barattolo di vetro con qualche moneta.
Il sacerdote è al telefono con il segretario del Vescovo.

ARCIPRETE

Avrei urgente necessità di parlare con sua Eccellenza …

Motivi gravi e privati …

Il segretario dopo qualche secondo gli passa la comunicazione.

ARCIPRETE

(agitato)

Eccellenza, è accaduto di nuovo … Si, Padre Taddeo …

Mi era stato garantito che era guarito dalla sua … malattia …

Invece ha … eccellenza, non riesco neanche a riferirle cosa ho sentito …

Sì, in confessione … non ho accertato se il fatto fosse privo di fondamento, non l’ho ritenuto necessario, indagare oltre … conoscendo Padre Taddeo …

Ho seguito le regole: ho imposto alla bambina il silenzio perpetuo …

Sì, è una bambina, questa volta.

Non credo che ne abbia parlato con i suoi genitori … si sarebbero precipitati qui.

VESCOVO

Nel caso in cui i genitori si presentassero al sacerdote ribadendo le accuse, consiglio di imporre anche a loro il giuramento del segreto su tutti i fatti. E riferisca che lei in prima persona si preoccuperà di riferire a me tutti i fatti.

Bisogna proteggere il buon nome di tutti fino a che non sia accertata la colpevolezza, se c’è colpa da parte di qualcuno;un’eventuale pubblicità nuoce non solo alla Chiesa ma anche alle vittime.

Se un fedele non ha più nemmeno la possibilità di confidarsi liberamente con un sacerdote per avere dei consigli perché ha paura che questo sacerdote lo possa denunciare e se un sacerdote non può fare lo stesso con il suo vescovo perché ha paura anche lui di essere denunciato… allora vuol dire che non c’è più libertà di coscienza.

 

ARCIPRETE

Mi permetto di consigliarle, Eccellenza, di prendere provvedimenti con la massima urgenza.

Devo salvaguardare il nome della mia parrocchia e i miei parrocchiani.

Taddeo indossauna veste che non gli appartiene.

E puòmuoversi tra tante anime innocenti, ignare del pericolo che corrono.

VESCOVO

(allarmato)

Si tranquillizzi.

Provvederò quanto prima al trasferimento di padre Taddeo.

Il sacerdote stringe la cornetta del telefono, rassegnato.

STACCO su

SCENA N.6
ESTERNO SERA. UN’AFFOLLATA STRADA DI CITTA’.
E’ il 31 dicembre 2011.
La strada è illuminata nella notte. Aria di festa in attesa del cenone di fine anno. La gente cammina veloce per gli ultimi acquisti nei negozi aperti e decorati con luci colorate e festoni che augurano ai passanti un felice 2012.
Una zingarella di circa 12 anni porge un bicchiere di cartone di Mac Donalddove raccoglie le poche monete che alcuni passanti frettolosi e indifferenti le lasciano. È vestita di stracci e non sembra che la aiutino molto a ripararsi del freddo della serata.
Un uomo si avvicina alla ragazzina, le dice qualcosa che noi non sentiamo perché la voce è coperta dal fracasso delle auto che passano sulla strada e dalle canzoni natalizie, sparate a tutto volume da piccoli altoparlanti posti sui muri dei palazzi che si affacciano sul quel marciapiede.
La zingarella porge la mano all’uomo e insieme s’incamminano lungo il marciapiede affollato, allontanandosi. Vediamo le due figure diventare sempre più piccole: la bambina che dà la mano all’uomo che indossa cappello, pantaloni e cappotto neri e porta una valigetta portadocumenti di cuoio, nella mano destra.
Sullo stesso marciapiede vengono verso la MdP tre signore allegre, con le mani occupate da pacchetti: sono tre delle cinque amiche di Clelia che vedremo meglio in seguito.

STACCO su

SCENA N.7
INTERNO SERA. L’APPARTAMENTO DI CLELIA. SALA DA PRANZO/SALOTTO
L’appartamento di Clelia è una tipica abitazione anni ’80, con mobili in stile barocco: nella sala da pranzo la credenza, i cui ripiani accolgono pochi libri e tanti soprammobili, ceramiche di Capodimonte e cornici portafoto; un lungo tavolo con intorno pesanti sedie dalla seduta imbottita e rivestita di velluto.
Il salotto è composto di un divano e due poltrone in stile Luigi XVI, rivestito di velluto damascato.
L’aria è festosa. Accanto al divano spicca un bell’albero di Natale pieno di decorazioni e luci a intermittenza.
La tavola è apparecchiata per sei, con bicchieri scintillanti e candele rosse.
Su un piccolo tavolo habilléalcune cornici d’argentocon vecchie foto; tra tutte, una in bianco e nero, di una bambina dopo aver ricevuto la prima comunione. Accanto a lei i genitori sorridenti e un sacerdote che gli poggia un braccio sulle spalle. Ma la bambina non sorride, è seria, con le mani giunte davanti a sé. Lo sguardo è perso lontano e non sembra condividere la gioia della giornata con chi le è accanto.

SUONO DEL CAMPANELLO DELLA PORTA

Clelia va ad aprire. Sono le sue cinque amiche, Bianca, Maria Sofia, Rita, Elsa, Luigina. Si salutano baciandosi calorosamente. Ciascuna di loro ha un pacchetto in mano, con del cibo e una bottiglia di spumante. Clelia le aiuta a portare le cose in cucina. Le nuove arrivate si tolgono i cappotti e con essi l’aria fredda della sera, portando tutto sul letto della camera di Clelia. Tengono con loro solo le rispettive borse da cui prendono le sigarette.
Clelia torna in cucina a prendere un vassoio con gli antipasti, mentre Rita e Bianca, che l’hanno seguita, cominciano a tirar fuori dai contenitori il cibo che hanno portato: frutta secca, una torta con panna e cioccolato, frutta fresca, formaggi, pane fresco.
Clelia le conduce in sala da pranzo dove tutte si siedono, festose.
Maria Sofia guarda l’orologio

MARIA SOFIA

Sono le nove e cinque …

Mancano tre ore … che ne dite se cominciassimo a mangiare?

Tutte le altre rispondono di essere d’accordo. Si siedono a tavola.

La cena è allegra, si passano i vari piatti con gli antipasti, i formaggi, il cestino del pane.

ELSA

Allora, come avete trascorso la settimana?

Che vi ha portato Babbo Natale?

 MARIA SOFIA

A me un paio di scarpe …

BIANCA

Quanto vorrei dirvi che mi ha portato un fidanzato …

Purtroppo non è così!

Solo un libro per tenermi compagnia …

Ridono, divertite.

RITA

Per la prossima settimana propongo di andare al cinema.

 LUIGINA

Sii! Andiamo a vedere l’ultimo film con Fassbender!

MARIA SOFIA

Ottima proposta.

Andiamo tutte a rifarci gli occhi …

Dicono che sia un attore moolto dotato!

CLELIA

Invece che mi dite dell’anno che verrà?

Io sono un po’ preoccupata per la mia pensione …

ELSA

Lo siamo tutte. Ma bisogna salvare l’Italia  …

 RITA

E tocca sempre a noi, povere pensionate!

MARIA SOFIA

Ma state zitte, che siete privilegiate!

Siete andate in pensione che eravate ancora bambine.

BIANCA

La legge lo consentiva …

Non si possono cambiare le regole mentre si gioca.

MARIA SOFIA

Tanto arriveranno gli alieni, nel 2012 … ve ne accorgerete.

Ci penseranno loro a darci una bella batosta.

CLELIA

Perché tu credi che siano ostili?

Sono troppo intelligenti per fare ancora la guerra.

MARIA SOFIA

Tu invece pensi che verranno a salvarci dallo schifo di questo mondo?

CLELIA

Ne sono convinta.

Arriveranno in pace e ci daranno una bella lezione su come si vive.

BIANCA

State facendo discorsi troppo complicati …

Io invece spero che il 2012 mi porti un bell’uomo, gentile, con il quale andare a ballare …

Che mi porta a cena fuori, romantico …

invece di passare le serate con voi, vecchie zitelle!

MARIA SOFIA

Potrebbe anche essere un bell’alieno, no?

Ne circolano così pochi di uomini come immagini tu,

che se ne trovi uno è sicuramente un … extraterrestre!

RITA

Magari fosse così … mi mangerei allegramente tutti i miei

risparmi, con lui … piuttosto che farmeli mangiare dalle banche.

Tra risate e facce che si rabbuiano continua la serata.
Clelia si rattrista. Gira lo sguardo verso il piccolo tavolino dove si trova la foto della bambina dopo la prima comunione e a bassa voce, quasi parlando a sé stessa

CLELIA

Il 2012 mi porterà la serenità?

Riuscirò a trovare la pace?

 

Solo Bianca, che è seduta accanto a Clelia,la sente pronunciare quella frase. Le poggia la mano sulla sua.

BIANCA

Solo se lo vorrai veramente …

Solo se ti sforzerai di dimenticare …

Sono passati tanti anni …

Cerca di vivere serena il tempo che ci rimane.

 Clelia abbassa lo sguardo e dopo qualche secondo si riprende, come se si fosse svegliata da un brutto sogno. Sorridente e ad alta voce, per sovrastare le voci delle amiche chiede

CLELIA

Ragazze! Ma che ore sono?

MARIA SOFIA

Sono le 23,30!

 Le amiche si alzano velocemente da tavola, cominciano a preparare le bottiglie di spumante e i calici per brindare.
Rita accende la tv sintonizzandola su un canale dove c’è gente festosa che osserva un grosso orologio digitale che conta i minuti per arrivare alla mezzanotte.
Maria Sofia va in camera a prendere i cappotti di tutte le amiche, pronte a posizionarsi sul terrazzo, nel freddo della notte, per stappare le bottiglie e vedere i fuochi d’artificio che illumineranno il cielo del nuovo anno.

Informazioni sull'Autore

Circolo dei Tignosi

Grafico Pubblicitario con l’hobby della scrittura e l’attitudine alla provocazione. Non ha potuto fare nella vita ciò che voleva, si sfoga con il web. Attivista, creatrice e sostenitrice di Movimento Alieno perché … non si sa mai. Il Circolo dei Tignosi è il Blog dove contano le domande perché è nelle domande che si trovano le risposte.

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