L'Età dell'Innocenza

L’Età dell’Innocenza

Una nuova professione: assumere personalità e facce a seconda della persona che si vuole sedurre e sfruttare. Non solo, assumere comportamenti e volti diversi, sesso indifferentemente maschio o femmina, alla ricerca della vera essenza.

Confusione o sperimentazione? L’adolescenza è un periodo della vita dove s’inizia a comprendere il proprio essere, dove la vera personalità si svela e si comincia ad assecondare i propri desideri,  non più le aspettative degli adulti che ci circondano.

Un giovane torinese viene descritto oltre che per il suo aspetto camaleontico, per la capacità di linguaggio, il ricco lessico con il quale si riesce ad abbindolare il prossimo disattento e superficiale … oppure ingenuo.

Personalità multiple o cloni di sé stessi?

Dov’è finita la mia innocenza?

Si chiede il giovane torinese balzato alle cronache in questo ultimo periodo.

Ripercorrendo i fatti della sua intensa vita, nonostante i suoi 21 anni, ci viene da pensare che mai visse una vera Età dell’Innocenza.

Incuriosisce il rapporto che riesce a instaurare con gli altri, persone estranee rispetto al suo immenso ego che riempie ogni attimo della sua esistenza. Gli altri sono solo strumentali ai suoi obiettivi che sono molto chiari: fare soldi mettendo a frutto strani e rari talenti, come quello dell’affabulatore che con i suoi modi affascina e irretisce le vittime di turno. Oppure riuscire a vedere le debolezze altrui. Approfittare di uomini e donne, indifferentemente, con la promessa di affetto e nuova vita.

E viene in mente la scena de Il Silenzio degli Innocenti, dove il killer, conosciuto come Buffalo Bill, uccide giovani donne per ricavare un mantello cucendo lembi di pelle strappati alle sue vittime. Un “vestito” per affermare la propria sessualità. Alleva anche esemplari di “Acheronthia Styx”, una specie di farfalla rara, affascinato dal processo di metamorfosi caratteristico di questi insetti. Un processo a cui vuol sottoporsi anche lui: infatti in una delle scene più forti del film l’uomo balla nudo con il pene stretto tra le gambe, utilizzando un mantello di seta a mo’ di ali di farfalla, sulle note della canzone Goodbye Horses, che pur sembrando cantata da un uomo è in realtà cantata da una donna.

La sequenza inizia con primissimi piani di Buffalo Bill che si prepara per interpretare un nuovo sé stesso.

Trucco femminile, piercing sui capezzoli, anelli e collane. Poi accende una telecamera e si riprende mentre balla con movenze sexy per sedurre sé stesso. E qui si fa la famosa domanda:

Vorresti scoparmi? … Io mi scoperei. Mi scoperei a non finire, proprio a non finire.

(Jame “Buffalo Bill” Gumb ascoltando Goodbye Horses di Q Lazzarus)

Da ogni foto postata dal giovane ventunenne torinese traspare la stessa domanda. E lui sì, si piace tantissimo, si adora e si scoperebbe. E l’omicidio non è che il raggiungimento dell’obiettivo  massimo a cui una personalità come la sua può aspirare: non più l’annullamento del prossimo attraverso la sua inquietante natura, addirittura l’annullamento fisico di chi gli si oppone e vorrebbe ribellarsi alle volontà egoistiche del ragazzino.

Una volta arrestato ecco un altro volto del ragazzo. Alessandro Contaldo è il fotografo che è riuscito a cogliere lo spaventoso sguardo del killer all’uscita dalla caserma, dopo una notte di interrogatori.

Circolo dei Tignosi Gabriele Defilippi Arresto

Ancora una volta. Vorresti scoparmi? … Io mi scoperei. Mi scoperei a non finire, proprio a non finire.