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I SETTE VIZI DEL CAPITALE

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I Sette Vizi del Capitale

SUPERBIA

Secondo Pasolini, il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.

Mentre, aggiungiamo noi, l’ipocrisia è il comportamento che più ci appartiene e con essa la filosofia del comportamento impregnata di luoghi comuni.

Di nuovo, ci troviamo a dover subire angherie e soprusi da parte di governi nazionali e transnazionali in nome del risparmio e del lavoro. I Governi mostrano la loro superiorità disprezzando i cittadini e realizzando norme e leggi in netto contrasto con il bene comune.

Si ostinano a non voler pensare che il lavoro e la società, così come erano concepiti nell’800, non esistono più.

Non si arrendono al fatto che ciò che chiede la maggioranza è in contrasto con i difetti e la corruzione delle élite capitaliste e apolidi.

Avanti Populisti!

AVARIZIA

Chi non è interessato alle dottrine e alle teorie della politica ma che osserva la realtà da altri punti di vista, non ritiene prioritario il Salvare le Banche a ogni costo.

Davanti a questo comportamento, il Populista, per citare Steinbeck, pensa che la soluzione sia quella di marchiare con infamia i bastardi ingordi che sono la causa della nostra disgrazia.

Oggi, invece, l’ingordigia è un pregio, un affermazione di capacità imprenditoriali e finanziarie.

L’ingordo, l’avido, l’avaro sono premiati. Soprattutto, sono salvati.

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Thomas Hart Benton
Prodigal Son – 1939

I Sette Vizi del Capitale

GOLA

Se non ci fosse l’ingordigia indotta dal Capitale impareremmo a provare piacere per ciò che abbiamo senza sfruttare altri o, peggio, arrendersi allo sfruttamento, per quattro soldi che ci danno l’illusione di ESSERE qualcuno.

Abbiamo perso il senso della misura e non siamo più in grado di saziarci di ciò che ci circonda, soprattutto di quei beni immateriali che non hanno prezzo e non sono in vendita.

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Thomas Hart Benton 
The Boy-1950

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IRA

La letteratura, frutto di analisi e riflessioni sulla realtà ad essa contemporanea, ci viene spesso in aiuto. In particolare un romanzo, Furore (The Grapes of Wrath) di John Steinbeck scritto nel 1939, sembra descrivere ciò che sta accadendo oggi.

Oppure, al contrario, niente è cambiato in questo mondo occidentale che, da quando sono state inventate, è governato dalle Banche.

In Furore, la rabbia, l’ira descritta è quella di una comunità di contadini che, per colpa della siccità, perde il raccolto, unica fonte di sostentamento, e conseguentemente tutte le fattorie. La Banca se ne appropria e, come sfregio ultimo, fa radere al suolo dalle macchine le abitazioni di legno.

 

Ridotte in miseria le famiglie si mettono in viaggio dirette verso l’Ovest con la speranza di una vita migliore. Scopriranno, invece, che anche lì regna il Capitale che li schiavizza e li costringe a indebitarsi.

Questa la trama semplificata di questo sorprendente romanzo dove, se bastasse cambiare la data, 2017 invece di 1939, parrebbe scritto oggi.

Ma come in ogni romanzo, per quanto crudo e verista, alla fine si trova sempre un barlume di speranza … sconfitti ma non sottomessi.

INVIDIA

Tra le strategie adottate dal Capitalismo Finanziario per il controllo della popolazione c’è quella della contrapposizione tra diseguali, dove la disuguaglianza tende a creare fazioni a cui ciascuno può scegliere di fare riferimento.

C’hanno provato con il Bipolarismo partitico, senza riuscirci; c’hanno provato con l’estremismo extra-parlamentare; c’hanno provato con la Religione e l’eterna battaglia tra Bene e Male; ci stanno provando con le schiere di moderati e massimalisti, quest’ultimi trasformati in populisti. E da ultima, la contrapposizione tra sfruttatori e sfruttati, magicamente trasformata in lotta tra ricchi e poveri che sono, questi ultimi, per loro natura, invidiosi della ricchezza altrui.

L’invidia non più intesa come Peccato Capitale ma Peccato contro il Capitale.

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Thomas Hart Benton
Spring on the Missouri-1945

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LUSSURIA

Non l’irrefrenabile desiderio sessuale ma l’eccessivo attaccamento ai beni materiali laddove per beni materiali si intendono il Denaro e il Lavoro che, per definizione, deve essere ciò che produce quattrini. I soldi, a loro volta, ci consentono di acquistare beni spesso superflui, per favorire con questo nostro atto altra produzione di beni in un circolo vizioso infinito. Tanti soldi, tanti beni, tante Banche ove conservare beni e soldi.

La finalità è la Banca non l’essere umano. Di conseguenza ci vogliono far credere che se non ci fossero le Banche dove potremmo conservare tutto il frutto dei sacrifici di una vita sacrificata?

Infatti, quando si fa opposizione alla banca i soliti idioti obiettano: “ … e allora dobbiamo tornare a nascondere i soldi sotto il materasso?”.

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Grant Wood
Spring In Town – 1941

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ACCIDIA

Se non trovi un lavoro dopo che ti sei laureato ecco che arriva la pigrizia, l’indolenza, la depressione, la rassegnazione. E per omologarti a quelli che ti circondano accetti tutto, anche lo schiavismo perché se non accetti le condizioni inumane che ti vengono proposte ti convincono con la frase  “tanto c’è un altro che potrà prendere il tuo posto”.

Ecco allora che c’è il nuovo fenomeno dell’immigrazione e tutti i luoghi comuni che l’accompagnano: vengono qui per una vita migliore … sono popolazioni che a casa loro hanno guerre, fame e malattie.

Per favore! Definitemi “Vita migliore”.

Da noi, chi si sporca le mani raccontando la realtà viene tacciato di Populismo.

Come se fosse una malattia infettiva da evitare. “Populismo”, per chi non si spreca a cercarne il vero significato, è una parola usata con accezione offensiva, denigratoria.

Populismo, secondo il dizionario Treccani, è:
una rappresentazione idealizzata del ‘popolo’ e a un’esaltazione di quest’ultimo, come portatore di istanze e valori positivi (prevalentemente tradizionali), in contrasto con i difetti e la corruzione delle élite. Tra questi tratti comuni hanno spesso assunto particolare rilievo politico la tendenza a svalutare forme e procedure della democrazia rappresentativa, privilegiando modalità di tipo plebiscitario.

Qual è il problema? Qual è la malattia? Ancora una volta ci si appropria di termini e li si utilizza con significati contrari a quelli descritti dal vocabolo stesso.

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Giacomo Mignani
Ai Confini della Virginia – 2010 

I Sette Vizi del Capitale

Il consumismo altro non è che una nuova forma totalitaria − in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica.
Scritti Corsari – 1975

Pier Paolo Pasolini

Scrittore, Poeta

Informazioni sull'Autore

Circolo dei Tignosi

Grafico Pubblicitario con l’hobby della scrittura e l’attitudine alla provocazione. Non ha potuto fare nella vita ciò che voleva, si sfoga con il web. Attivista, creatrice e sostenitrice di Movimento Alieno perché … non si sa mai. Il Circolo dei Tignosi è il Blog dove contano le domande perché è nelle domande che si trovano le risposte.

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