Ricchi Piangono Preti si Sposano Circolo dei Tignosi Blog

 

I Ricchi Piangono, i Preti si Sposano

Perché parliamo di questo? Perché apparentemente sono due assiomi: i ricchi non piangono (perché dovrebbero?) e i preti non si sposano.
No, non è vero che i ricchi piangono. Lo dicono solo per consolare noi poveri mortali. Ferrero, quello della Nutella, è il più ricco d’Italia e di sicuro non piange. E se dovesse sentirsi triste, ha a disposizione camionate di splendido antidepressivo.
I ricchi sfaticati e piangenti miseria sono i politici. Pur guadagnando cifre consistenti piangono miseria. Loro sì che dichiarano di non farcela: tra stipendi vicino ai 20.000 €, sconti su tutto, viaggi gratis, cinema e teatro gratis, prezzi stracciati alla mensa aziendale, non ce la fanno comunque ad arrivare a fine mese. Ci vorrebbe una Legge che imponga una fornitura gratis di Nutella ai Parlamentari tristi.
I preti si sposano. Questo è vero. Perchè un prete decide di sposarsi?
Il parroco di una chiesa di Arezzo ha convocato tutti i parrocchiani via email per dare loro personalmente l’annuncio del suo matrimonio. Fantastico!
Prima di tutto è meraviglioso un prete che utilizza l’email per colloquiare con i parrocchiani; secondo, ci sono parrocchiani con l’email; terzo, il prete si sposa.
Anche un sacerdote di Avellino, durante la sua missione, ha conosciuto una vedova e da lì è scoccata la scintilla dell’amore. Mentre un sacerdote di Ancona è diventato padre e poi ha sposato una signora conosciuta in terra straniera, durante i suoi viaggi di carità a sostegno delle opere per disabili.
Il divieto dei sacerdoti di contrarre matrimonio fu introdotto nel 1138 dal Concilio Lateranense I, per salvaguardare i beni della Chiesa. È una legge della chiesa e non una legge divina. Fu costantemente disattesa da preti, vescovi, e persino papi fino al Concilio Tridentino quando la regola sul celibato fu resa più rigida.
Oggi come oggi, niente ci meraviglia più. Chi piange, chi ride, chi millanta, chi minimizza, chi si sposa, chi non lo dovrebbe fare, chi non può ma lo vorrebbe.