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HUMANS UMANO TROPPO UMANO

HUMANS UMANO TROPPO UMANO

Umano Troppo Umano Circolo dei Tignosi Blog

 

Humans Umano Troppo Umano

Humans è la versione inglese della serie tv svedese Real Humans. Tecnicamente la serie è ineccepibile, ben realizzata, ottimo cast, personaggi definiti e molto credibili: come per altre serie gli inglesi non ci deludono.
L’argomento trattato è molto delicato e più che una serie di genere fanta-thriller la definiremmo filosofico-drammatica. Computer, androidi, super-tecnologie oggi sono comuni e molti scrittori di fantascienza del secolo scorso rimarrebbero stupiti nel vedere quante delle loro “invenzioni fantastiche” sono oggi realizzate.
La riflessione è tutta filosofica e etica, lo stesso quesito che abbiamo gia visto in Blade Runner:

Gli androidi sognano pecore elettriche?

Anche in Humans si cerca di rispondere a questa domanda. Gli androidi sono simulacri perfetti e indistinguibili dagli esseri umani e lo sviluppo tecnologico li ha dotati di sentimenti, di autocoscienze e libero arbitrio. Sono macchine o sono esseri umani?

Inghilterra 2015
Il professor Elster è a capo di un progetto che ha come scopo la creazione di synth, avanzati androidi dalle sembianze umane, per sostituire gli umani in tutte quelle attività ritenute umili e poco gratificanti, dalla cura degli anziani ai servizi domestici. Gli androidi sono docili, rispondono alle Tre Leggi della Robotica concepite da Asimov:

  • Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  • Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  • Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. 

Hobb e Millican gli altri due ingegneri che partecipano al progetto, lo abbandonano quando Elster decide di creare esemplari in grado di sviluppare pensieri propri, dotandoli di autocoscienza e sentimenti.  Elster muore, lasciando liberi gli androidi da lui creati e il figlio Leo, che considera gli androidi la sua famiglia, cerca di mantenere unito il gruppo, tra varie difficoltà e peripezie.

Elster ha inserito in ciascuno di loro un pezzo di una formula che nella sua interezza li aiuterà ad auto riprodursi. A questo punto gli androidi, consapevoli del loro valore vogliono l’autodeterminazione e il libero arbitrio.
Hobbs e Millican, convinti che ciò scatenerà conflitti con la razza umana per la supremazia, cercano di recuperare i nuovi androidi per distruggerli o riprogrammarli ed evitare che questi possano un giorno sottomettere gli umani.
Quindi, Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza preannuncia un comportamento che si ripete e si ripeterà sempre. Anche l’uomo è determinato a creare esseri simili a lui ma quando diventano troppo simili ecco che scatta la paura di venire sopraffatto dalla sue stesse creature.

Perché, allora, dare alle macchine obbligatoriamente la stessa forma degli umani? Davanti ad una macchina di cui distinguiamo circuiti, cavi, schede, processori non ci sentiremmo di sicuro coinvolti emotivamente e di conseguenza non avremmo paura e non dovremmo neanche imporre agli androidi sentimenti e coscienza. La creazione di androidi umani è una sfida che l’uomo combatte contro sé stesso? È una forma profonda di vanità? Ma se si crea una singolarità tecnologica, un punto dello sviluppo della civiltà dove il progresso tecnologico sorpassa la capacità umana di controllarlo, tutto diventa difficile e travolgente. La materia dovrebbe essere oggetto di dibattito.
Questi temi non possono che ricondurci all’arcaica versione della Creazione dell’Uomo, in particolare la storia raccontata dalle tavolette sumere che hanno ispirato poi la scrittura della Bibbia.

Anche in quel caso, c’è un dio creatore, Enki, che decide di realizzare un essere che possa sopportare il duro lavoro nelle miniere dove si estrae l’oro. Aiutato dalla sorellastra Ninmah modifica il DNA degli ominidi (homo erectus) che vagano allo stato brado sulla Terra; il risultato sarà l’Adamu, l’Homo sapiens. Enki vuole andare oltre, decidendo di dotare gli uomini di coscienza e della possibilità di riprodursi autonomamente. Ma il fratello Enlil non condivide questa decisione. Inizia così una battaglia epica tra Enki ed Enlil che vedrà prevalere le scelte del primo. Enki è raffigurato con il suo simbolo: due Serpenti intrecciati, usato ancora oggi come segno rappresentativo della medicina, ispirato alla doppia elica del DNA.

Questa storia è ambientata in Mesopotamia e risale a 250.000 prima di Cristo.
Siamo stati creati per essere schiavi. Gli dèi  Anunnaki dei Sumeri hanno raggiunto l’obiettivo?

Informazioni sull'Autore

Circolo dei Tignosi

Grafico Pubblicitario con l’hobby della scrittura e l’attitudine alla provocazione. Non ha potuto fare nella vita ciò che voleva, si sfoga con il web. Attivista, creatrice e sostenitrice di Movimento Alieno perché … non si sa mai. Il Circolo dei Tignosi è il Blog dove contano le domande perché è nelle domande che si trovano le risposte.

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