Festa della Mamma Circolo dei Tignosi Blog

Festa della Mamma

Siamo prigionieri di luoghi comuni, quei modi di dire semplici e superficiali dettati dai pregiudizi e da una presunta cultura arcaica. Un luogo comune è quello che dice nessuna mamma abbandonerebbe i propri figli. Fatti di cronaca  anche recenti che vedono donne madri di famiglia scomparire misteriosamente, spesso hanno come assunto che non è una fuga volontaria perché

Una madre non abbandonerebbe mai i figli … a cui è attaccatissima.

Può darsi, ma sappiamo benissimo che non è così, che esistono mamme che uccidono i figli perché infastidite dalla loro ingombrante presenza; mamme che non abbandonano “fisicamente” i figli ma li usano come oggetto per ottenere altre cose o per raggiungere i loro obiettivi sociali.

Anche a queste mamme è dedicata la Festa? Cosa augurare a queste mamme?

A Tiziana Deserto che affidò la figlia di due anni e sette mesi al datore di lavoro del marito che gliela restituisce morta, dopo averla picchiata e violentata;

alla madre di Uggiano la Chiesa che vendeva i figli ai pedofili del paese;

alla madre di Zapponeta che vendeva i due figlioletti a pedofili per orge e riti satanici ai quali lei stessa avrebbe partecipato;

alla mamma di Messina che scattava foto pedo-pornografiche ai figli per venderle;

alla mamma di Ragusa che era al corrente degli abusi sessuali che il suo convivente commetteva su sua figlia minorenne e non ha mosso un dito per far cessare le molestie;

a Marianna Fabbozzi che pur sapendo che il convivente abusava delle tre figlie non lo ha mai denunciato. L’uomo è attualmente indagato per l’omicidio di una bambina di sei anni che voleva fuggire dall’orco;

a Roxana Elena Onu che abusava di sua figlia di undici mesi e  trasmetteva gli “spettacoli” on line per pedofili che la pagavano centinaia di euro;

alla mamma che permetteva al convivente, che diceva di essere la reincarnazione del Faraone Ramsete, di abusare della figlia di 11 anni;

alla mamma che assisteva alle ripetute violenze di gruppo perpetrate nei confronti della figlia di 11 anni;

alla mamma che costringeva i tre figlioletti a partecipare ai giochi erotici che organizzava insieme a una coppia di amici e un minorenne;

a Maria Pia Maoloni che per procurarsi la droga, vendeva i suoi bambini di 6 e 3 anni a pedofili

alle due mamme, tra loro cognate, che intrattenevano una relazione sessuale con un uomo di 61 anni che provvedeva al loro sostentamento, a cui partecipavano anche i figli di sei e sette anni;

alla madre che consente al marito di abusare della figlia, accettando anche rapporti sessuali tra la figlia, il fratello, il vicino di casa e la figlia piccola di quest’ultimo;

a Maria, madre di due bambini di pochi anni, convivente di Pasquale Modestino, accusato di aver picchiato e stuprato il dodicenne Donato, Pasquale di 8 anni e una nipote.

Una violenza che accade e viene perpetrata tra il silenzio di tutti, una violenza dalle mille sfaccettature coperta dall’imposizione, dalla paura e dall’ignoranza. Una violenza spesso circoscritta ad ambienti e famiglie svantaggiate e problematiche: un altro luogo comune.