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Ex Machina

In questi ultimi giorni siamo sommersi non solo dai fiumi che straripano in mezza Italia, ma dalle notizie del clamoroso scandalo Volkswagen. Ma è veramente così importante, vitale, planetario?

Nella melma che ci sommergeva, che sommergeva tutti i Media, spariva tra i gorghi uno scandalo, a nostro avviso più importante. Perché se è vero che i consumatori si sentono truffati, i risparmiatori sono stati ricattati e truffati. Dove sono le Associazioni dei Consumatori che non perdono occasione per indignarsi?

Parliamo della Banca Popolare di Vicenza che “costringeva” chi chiedeva prestiti e Mutui ad acquistare le Azioni della Banca. Azioni il cui valore non era ben chiaro, stabilito dalla Banca stessa, perché la Popolare d Vicenza non è quotata in Borsa. A noi non interessano i dettagli che lasciamo agli economisti con la laurea alla Harvard Business School. Il fatto è che la Banca in questo modo si autofinanziava, i risparmiatori erano tranquilli, il Presidente Zonin rassicurava tutti dichiarando ad ogni occasione che la Banca è solida. Ma dopo le ispezioni della BCE ecco i primi problemi. Si scoprono perdite per oltre 1 miliardo di euro. Da solida la Banca diventa semplice e snella. E i risparmiatori? E quelli che sono stati obbligati ad acquistare azioni virtuali?

Non c’è più notizia, non sappiamo cosa è successo al Presidente ottimista né ai dipendenti, tantomeno ai risparmiatori, azionisti loro malgrado. Stavolta sì, inconsapevoli.

Nella puntata di Ballarò del 22 settembre 2015 abbiamo una traccia sul perché dell’occultamento delle notizie.  Oscar Giannino, giornalista economico ed ex-laureato, svela:

nella mia esperienza di giornalista economico è accaduto che gli editori mi dicessero di non rompere i coglioni alle banche!

Questa sì che è una NOTIZIONA! O così pare solo a me?

Chissà quante notizie che riguardano l’operato delle Banche ci sono sfuggite! Visto che oggi siamo tutti obbligati ad avere un conto in banca, altrimenti non possiamo spendere i nostri soldi, dobbiamo avere il Bancomat e la carta di Credito, non credete che dovremmo fare più attenzione a ciò che fanno le banche sotto il nostro naso e, soprattutto, con i nostri soldi?

Nelle relazioni pericolose tra banche, faccendieri, imprenditori di imprese strane, assicuratori, assicurazioni, fondazioni … la lista è infinita e la finisco qui, una cosa mi ha colpito, forse perché accadeva in contemporanea alla mia andata in una filiale Unicredit per chiedere un mutuo acquisto prima casa.

Era la fine del 2008 e chi ha rapporti con banche per il Mutuo lo sa: valanghe di documenti e garanzie che valgono il doppio dei soldi chiesti in prestito. E cosa succede? Che Unicredit  per tutto un giro che poco interessa ma di cui interessa il fine, finanzia allegramente la signora Jonella Ligresti, che insieme ai fratelli e al padre godono di trattamento privilegiato da parte di questa banca. La signorina ottiene il finanziamento di 1,4 milioni di euro per il leasing di 4 (dico quattro) cavalli! Toulon, Nanta, Caruso e Contact BZ. Il suo favorito, il purosangue Toulon costa 3 milioni di euro, sborsati questi dagli azionisti di Fondiaria, istituto di proprietà di Ligresti.

Provate a chiedere un Fido (non un cane) o un Mutuo o un Prestito alla vostra banca. Vi risponderanno come hanno risposto a me: Ma che te chiami Ligresti?