E’ la Cultura, Bellezza! Film di alto interesse culturale

Film Culturale Circolo dei Tignosi Blog

Cultura [cul-tù-ra] s.f.

  • 1 Insieme di conoscenze che concorrono a formare la personalità e ad affinare le capacità ragionative di un individuo; nel lessico corrente, insieme di approfondite nozioni: una persona di grande c.
  • 2 Insieme delle conoscenze letterarie, scientifiche, artistiche e delle istituzioni sociali e politiche proprie di un intero popolo, o di una sua componente sociale, in un dato momento storico SIN civiltà: c. greca; la c. borghese dell’Ottocento || c. orale, il sapere trasmesso a voce
  • 3 antrop. L’insieme delle credenze, tradizioni, norme sociali, conoscenze pratiche, prodotti, propri di un popolo in un determinato periodo storico: c. patriarcale; c. industriale || c. di massa, insieme di nozioni, valori e modelli di comportamento indotti dai mass media | c. materiale, gli oggetti, i manufatti, gli attrezzi di una data popolazione

Sabatini ColettiDizionario della Lingua Italiana

 

Sull’onda delle polemiche sorte in questi ultimi giorni sui 200.000 euro erogati a favore di un film della regista Belen Rodriguez, ci siamo sentiti in dovere di fare una piccola ricerca sulle procedure attuate a favore del sostegno della cinematografia italiana.

Nel 1965 con il Nuovo ordinamento dei provvedimenti a favore della cinematografia viene istituito un fondo a sostegno del cinema italiano. Nel tempo sono state apportate modifiche alla norma, ma i principi generali sono rimasti: il Mibac  distribuisce soldi per la realizzazione di opere che abbiano la “cittadinanza” italiana e che trattino argomenti culturalmente legati all’Italia e la cui versione originale sia prevalentemente in italiano o in dialetti italiani

“Indipendentemente dalla natura del film (film di finzione, di animazione, documentari, docu-fiction) la Legge sul Cinema definisce cortometraggi i film di durata inferiore a 75 minuti e lungometraggi i film di durata pari o superiore a 75 minuti.
Ai fini della richiesta di contributo da parte dello Stato, i lungometraggi sono ulteriormente classificati in: Opere prime e seconde (lungometraggi diretti da un regista alla sua opera prima o seconda); Lungometraggi di interesse culturale (diretti da un regista che abbia firmato almeno due regie cinematografiche oppure che, pur avendone firmata solo una, abbia optato per tale richiesta di contributo). Anche ai fini di detta classificazione, un lungometraggio viene considerato nel numero complessivo dei film realizzati da un regista solo a fronte dell’ottenimento del visto censura.”

C’è una Commissione che valuta le opere degli autori che fanno richiesta dei contributi a sostegno della cinematografia. Questa Commissione per la Cinematografia è formata da due Sottocommissioni. Le due Sottocommissioni valutano le qualità del soggetto e della sceneggiatura, le componenti tecniche e tecnologiche e la fattibilità/realizzabilità del progetto produttivo. Attualmente i componenti delle due sezioni che valutano i film sono composte da:

Sezione consultiva per i film:

Graziella Bildesheim

Massimo Causo

Giandomenico Celata

Giuseppe Citrigno

Pasqualino Damiani

Massimo Galimberti

Simona Nobile

Boris Sollazzo

Sezione per la promozione:

Valerio Caprara

Maria Teresa De Gregorio

Rosaria Marchese

Francesco Tufarelli

Entrambe le Sezioni sono presiedute dal Direttore Generale per il Cinema Dott. Nicola Borrelli.

Quali sono i principi secondo i quali un film può chiedere il marchio di opera d’interesse culturale? Possono farlo gli autori di opere prime e seconde e le imprese di produzione iscritte all’elenco delle imprese cinematografiche previsto dalla Legge sul Cinema. Per presentare domanda è necessario che le imprese abbiano un capitale sociale interamente versato e un patrimonio netto (come da ultimo bilancio approvato) non inferiori a € 10.000,00 (se vogliono presentare domanda di contributo per un cortometraggio), a € 40.000,00 (se vogliono presentare domanda di contributo per un lungometraggio). Alle produzioni sarà riconosciuto il Tax credit , ovvero un credito d’imposta. Quindi, in parole povere, dei vantaggi fiscali, perché come sappiamo il cinema italiano sta attraversando un periodo di grossa crisi. Mentre le opere le opere per le quali sia intervenuto detto riconoscimento dovranno superare i test di culturalità. Tenendo in una mano i decreti e le normative e nell’altra l’elenco dei candidati, la Commissione definisce, su proposta del Direttore generale per il Cinema, gli indicatori utili per le valutazioni discrezionali ai fini del riconoscimento dell’interesse culturale. I parametri fondamentali sono: la qualità artistica, intesa come valore del soggetto e della sceneggiatura in relazione ai diversi generi cinematografici, la qualità tecnica del film, intesa come valore delle componenti tecniche e tecnologiche del progetto, la coerenza delle componenti artistiche e di produzione con il progetto filmico, intesa come qualità, completezza e realizzabilità del progetto produttivo. Non vogliamo addentrarci nel labirinto dei contributi alle società di produzione commisurati agli incassi realizzati nell’anno precedente dai film riconosciuti di interesse culturale. Non c’è, da parte degli autori e dei produttori l’obbligo di uscita nelle sale dei film che hanno ricevuto contributi statali, ma il contributo non è a fondo perduto e va restituito. Ma se il film esce nelle sale e gli incassi superano determinati scaglioni la Stato dà una specie di premio di produzione finalizzato al rimborso dei finanziamenti ricevuti dallo Stato o alla realizzazione di altri film di interesse culturale entro cinque anni dalla liquidazione dei contributi stessi. Quindi, ci pare di capire: i soldi devono essere restituiti ma se il film incassa, riceve altri soldi dallo Stato che servono a rimborsare il precedente “prestito” erogato dallo Stato stesso? Abbiamo bisogno di qualcuno che ce lo spieghi. Sulla base di queste premesse, molto terra-terra e chi vuole può approfondire andando sul sito del ministero, la domanda sorge spontanea: come ha fatto la signora Ripa di Meana, tanto per citarne una famosa, a ricevere i fondi per produrre il suo film Cattive ragazze? Scarsi incassi al botteghino  e definito dalla critica uno dei peggiori film mai realizzati in Italia eppure definito dall’allora commissione film d’interesse culturale. Forse perché correva l’anno 1992? Erano gli albori di Mani pulite, gli ultimi giorni del governo Craxi e l’inizio dei futuri governi dei banchieri. Ogni popolo ha la cultura che si merita.