Femmine Senza Futuro - Citazione Ciro

DUE FEMMINE SENZA FUTURO

Michele uccide la sorella Maria Paola facendola cadere dal motorino dopo averla speronata con il suo scooter. I genitori però si schierano con il figlio che è in carcere anziché con la figlia morta. “Siamo certi della sua innocenza”.

“Li ho sentiti dire che avrebbero preferito che la figlia morisse, piuttosto che stare con uno come me. Un masculillo” afferma Ciro, il compagno di Maria Paola.

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Credits: Jack Donovan

Due Femmine Senza Futuro

“La relazione tra Maria Paola e Ciro, il suo compagno trans, diventa il bersaglio di una società transfobica, che elegge a suo sicario un maschio, il fratello di Maria Paola, che in linea con la cultura patriarcale del nostro Paese si sente in diritto di decidere della vita della sorella e che è pronto a sanzionare con la violenza ogni trasgressione a questo comandamento. Maria Paola per il fratello è “infetta” perciò occorre darle “una lezione”.

Gabriele Piazzoni

In un servizio sulla morte di Maria Paola andato in onda durante l’edizione del 13 Settembra del TG1 delle 13.30, il giornalista Michele Giordano chiama “Cira” il ragazzo trans della giovane ragazza.

“Eravamo due femmine senza un futuro, per la sua famiglia”,  dice Ciro.

Il sistema di assistenza familiare in Italia, nel Mezzogiorno in particolare, si regge sulla donna, non lavoratrice, costretta ad un ruolo casalingo secondo un modello sociale tradizionale: allevare i bambini e accudire gli anziani.

Il paradosso delle giovani donne meridionali

“Le giovani donne meridionali subiscono una triplice ingiustizia a causa della disuguaglianza sociale, sotto forma di divario territoriale, generazionale e di genere. Queste ultime vivono il paradosso di essere le punte più avanzate della “modernizzazione” del Sud (persino sul piano civile) perché hanno investito in un percorso di formazione e di conoscenza che le rende depositarie di quel “capitale umano” che serve per competere nel mondo di oggi e insieme le vittime designate di una società più immobile che altrove, e dunque più ingiusta, che finisce per sottoutilizzare, rendere marginali o “espellere” le sue energie migliori”.

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Arcigay e Aicilesbica affermano che la legge contro l’omolesbobitransfobia sia diventata necessaria.

“Questa legge è indispensabile per l’azione che bisogna compiere su un’Italia che purtroppo è ancora culturalmente arretrata, e queste vicende lo dimostrano”.

E dove la mettiamo la misoginia?

Qui c’è ancora chi crede che basti una legge per cambiare una mentalità e una cultura sedimentata da milleni. In un paese come il nostro? E’ una illusione, come quella di credere nella giustizia.

E la magistratura, visti gli ultimi episodi, non fa una bella figura e non rassicura i cittadini. Secondo il Procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, in Italia operano almeno 400 magistrati corrotti.

Una legge che vuole mettere ordine nella sessualità dei cittadini è un’altro strumento di controllo.

Serve solo a legittimare la gerarchia del genere. Uomo-Donna-Gay-Lesbica-Trans: tutte etichette che servono solo a dividere la società.

Come Bianchi-Neri, Ebrei-Musulmani-Cristiani. L’uguaglianza è possibile solo se si accetta la differenza ma senza omologazione.

Perchè la sessualità tra adulti consenzienti deve essere normata da legislatori che rappresentano solo se stessi?

E’ il reato che deve essere adeguatamente punito e il colpevole deve aspettarsi una pena certa.  Senza sconti di pena, riti abbreviati, permessi premio, attenuanti generiche, reddito di cittadinanza.

Viene in mente la vicenda narrata nel Vangelo secondo Luca (23,19): «Barabba era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio».

Barabba fu liberato dalla folla che era stata chiamata ad esprimersi, dal governatore romano Ponzio Pilato, su chi rilasciare tra lui e Gesù di Nazaret.

Anche all’epoca, le scelte scomode si lasciava che fosse il popolo a farle… ma questo è un altro discorso. Il fatto è che tra un maître à penser e una assassino, la massa preferisce quest’ultimo.

Femmine Senza Futuro - Giustizia

La legge (non la giustizia) è uguale per tutti

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