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DI MALI IN PEGGIO

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Di Mali in Peggio

Per gli antichi l’Egitto faceva già parte dell’antichità, è un paese la cui storia è così antica che gli Egizi stessi non ne conoscono il principio. Prima delle Dinastie universalmente riconosciute, l’Egitto era governato da semidèi in una imprecisata Età dell’Oro.

Il Papiro di Torino riporta un elenco suddiviso in tre parti che si riferiscono ad altrettante nature dei sovrani: Divinità e Semidei, Spiriti Trasfigurati e Umani.
Ramses II regnò dal 1279 al 1212 a.C. ed esiste una incisione che lo raffigura mentre offre doni ai cartigli dei  suoi 76 predecessori. Basta fare due conti, anche se approssimativi, per capire che la civiltà egizia è molto più antica di ciò che crediamo e soprattutto la sua origine è “aliena” ovvero fondata da genti che venivano dalle stelle e che gli umani per questo motivo consideravano dèi.

Nel 3000 a.C., ad Ovest dell’Egitto, a Sud del Sahara che non era ancora un deserto, un altro popolo ha contatti con gli dèi venuti dal Cielo. Il luogo è più o meno identificato come la Falesia di Bandiagara e il popolo è quello dei Dogon.
Ancora oggi i Dogon raccontato dell’incontro dei loro avi con dei visitatori che essi chiamano Nommo, provenienti da Sirio B. Straordinarie conoscenze astronomiche in comune con altre civiltà, quella egizia e quella sumera, trasmesse da esseri anfibi che i Sumeri chiamano Oannes e che li istruirono alle arti e alle scienze.
Da millenni questi popoli sanno che Sirio è una stella multipla e che l’orbita ellittica della stella più piccola (invisibile, conosciuta come Sirio B) richiede un tempo di 50 anni per essere completata. Informazioni che noi conosciamo “ufficialmente” dal 1862 dopo che fu scoperta dall’astronomo  statunitense Alvan Graham.
I Dogon abitano quel pezzo di Africa chiamato Repubblica del Mali. Tra colonizzazioni, indipendenza, guerre civili e colpi di Stato oggi il Mali è terreno di scontro religioso e la regione e i villaggi Dogon sono patrimonio dell’UNESCO.

A quanto pare, non frega niente a nessuno che un territorio e i suoi abitanti siano uno dei tanti terreni di conflitto scelto dallo Stato Islamico. Lo Stato Islamico. Ma ne siamo sicuri?

E’ di questi giorni il gravissimo attentato a Bamako, la capitale del Mali, e stiamo parlando di regioni ricchissime di materie prime, comprese incredibili riserve d’oro a pochi centimetri sotto la sabbia. Mentre nel Sahara gli occidentali hanno iniziato a estrarre petrolio, senza contare lo sfruttamento di miniere di uranio nel Niger che serve alla Francia per produrre la propria energia elettrica.
Sembra un film già visto, dove i protagonisti sono sempre gli stessi, gli antagonisti cambiano, ieri erano i comunisti, oggi sono i radicali religiosi. Il fine è sempre lo stesso, anche quello: impossessarsi con la forza delle risorse e delle materie prime che consentono al cosiddetto Occidente di mantenere il suo Life Style a cui tiene tanto.

La Francia detiene il singolare primato mondiale di produttore di energia elettronucleare a scopo civile. Areva, il colosso dell’energia atomica controllato quasi interamente dallo Stato francese, gestisce l’intera filiera della produzione di energia: dall’approvvigionamento delle materie prime necessarie, allo stoccaggio delle scorie radioattive, dalla realizzazione e progettazione dei reattori nucleari, alla distribuzione di energia alla rete elettrica nazionale. Di fronte al ruolo preponderante ricoperto dal nucleare nel fabbisogno energetico francese, la ricerca e il controllo di giacimenti di “oro grigio” risulta di importanza strategica nazionale. Il ridimensionamento dell’influenza francese nei confronti della sua ex colonia, in parte dovuta all’affermazione di nuovi competitor nella corsa all’uranio quali India, Cina e Corea del Sud, interessanti a diversificare l’approvvigionamento energetico.
Se dal punto di vista energetico il Niger catalizza l’attenzione di un numero crescente di potenze mondiali, l’accaparramento delle preziose risorse potrebbe risultare difficoltoso nel prossimo futuro. La principale preoccupazione degli osservatori internazionali è costituita dalla crescente instabilità regionale, resa evidente dall’incremento di attività ostili da parte dei gruppi jihadisti. Al fine di evitare altri attacchi, truppe speciali francesi presidiano al momento i siti d’estrazione. (8 Luglio 2014)

Lo Stato Islamico. Guerra di religione. Ma ne siamo sicuri?

Informazioni sull'Autore

Circolo dei Tignosi

Grafico Pubblicitario con l’hobby della scrittura e l’attitudine alla provocazione. Non ha potuto fare nella vita ciò che voleva, si sfoga con il web. Attivista, creatrice e sostenitrice di Movimento Alieno perché … non si sa mai. Il Circolo dei Tignosi è il Blog dove contano le domande perché è nelle domande che si trovano le risposte.

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