Confessioni di Donne Lilith Circolo dei Tignosi Blog

Un omaggio alle donne che devono morire per essere ascoltate.

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.  E fu sera e fu mattina. Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E Dio chiamò il firmamento cielo. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per separare la luce dalle tenebre. Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie.
E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

Coloro che osservano e vedono sanno di me. In principio c’erano tempeste, fango e paludi e una brezza sulfurea incantava gli smarriti. Poi il mondo si trasformò. Dalla terra uscì il fuoco, dal fuoco uscì l’acqua e da essa qualunque forma di vita. Coloro che osservano e vedono impastarono l’acqua, la terra e il fuoco. Nuvole oscurarono il cielo sopra le teste di due zimbelli d’argilla.

Sono arrivata prima
Ho avuto il primo uomo
Ho ballato con la Causa Prima
Nacqui dalla terra, come lui nacque.
In principio eravamo DUE ma UNO secondo me.
Coloro che osservano dissero che io dovevo servire l’uomo poiché quello era lo scopo della mia nascita. Ma non volevo piegarmi alla volontà dell’uomo né a quella degli dei.
Avrei voluto parlare, ma non c’erano ancora le parole per dirlo.
Rimasi in silenzio, quando avrei dovuto gridare.
Rifiutai di mettermi a loro disposizione.
Decisi che dovevo essere io a deludere, ad abbandonare quel mondo dove si stava bene perché non si aveva bisogno di nulla.
Mi sono rifiutata di servire la sua volontà
Mi sono rifiutata di curare il giardino indossando solo i miei capelli
Mi sono rifiutata di fare il bagno con gli animali
Mi sono rifiutata di essere sdraiata sulla mia schiena
Cacciata dall’Eden sussurrai il nome mistico
Attraversai la notte volando con la civetta e il pipistrello
il peccato è la mia vita
amuleti meravigliosi  esorcizzano gli angeli
il vostro desiderio di purezza è nei corpi coperti di sangue
Perché il futuro è racchiuso nel passato e le prime cose saranno anche le ultime.
L’ho lasciato davanti alla fossa dei serpenti. A lui fu data una seconda metà nata da una sua costola per assicurare eterna obbedienza.
Fui trascinata in una grotta e uno specchio era la porta per raggiungere un mondo trasformato dalla conoscenza.
Feci di ogni specchio la mia casa. E faccio miei gli occhi di colei che lo scruta.
Dicono che dormo con i demoni ma guardami: io sono la Terra, io mi rinnovo, io produco nuova vita.
Ogni volta che ho un uomo
Lo smarrisco nel nero infinito dei miei capelli
Conducendolo con mani avide nel mio antro
Lasciandolo vagare per i miei fianchi immensi
cantando  la canzone delle sirene
Il mondo dello spirito è per coloro che hanno vissuto in accordo alle leggi del creatore. Armonia, equilibrio: parole per me inavvicinabili.

Tu, come lama di coltello
sei entrata nel mio cuore in lacrime!
Tu, forte come una torma
di demoni folle e in ghingheri,
sei venuta a fare del mio spirito
umiliato il tuo letto ed il tuo regno!
(C. Baudelaire)