Cervello Rettiliano

Cervello Rettiliano Circolo dei Tignosi Blog

Nel 1984 Paul D. MacLean elabora la teoria del Cervello Trino, un modello dell’evoluzione dell’encefalo secondo cui il cervello umano si distingue in tre strutture, ciascuna adibita a determinate funzioni.
Nel cervello paleomammaliano agisce l’emotività dell’individuo. È il cervello intermedio, costituito dal sistema limbico e corrisponde, nella scala evolutiva, al cervello dei mammiferi, specie di quelli più antichi.
Questa struttura contiene prevalentemente operatori emozionali: fobico, aggressivo, cura della prole, richiamo materno, innamoramento, ludico.
Il cervello neomammaliano, più recente, è esclusivo dei primati ed è sede di tutte le funzioni cognitive e razionali. Chiamato anche cervello superiore è costituito dagli emisferi cerebrali.
Infine, il cervello rettiliano, il cervello primitivo, costituito dal cervelletto e dal bulbo spinale; è sede degli istinti primari e dei bisogni innati nell’uomo, come l’istinto sessuale, territoriale, gerarchico.

Siamo assuefatti alla violenza. Ma se la violenza si avvicina pericolosamente alla nostra vita allora il nostro atteggiamento cambia. Oggi, 11 novembre 2014, qui dove vivo, è stata uccisa una donna. Un’altra donna uccisa dal compagno. E ci si ritrova a pensare a quante volte l’abbiamo incrociata, magari al supermercato o in fila alla Posta. E magari saremo anche stati scortesi con lei perché quella mattina ci eravamo svegliati con la luna storta. Magari lei, mentre pazientemente aspettava il proprio turno alla cassa, pensava ai problemi che aveva in casa. Magari aveva litigato con il compagno ed era lì a fare la spesa per una cena riconciliatrice. Oppure pensava alla torta da fare per il compleanno di uno dei suoi figli. Poi, un tiepido pomeriggio di novembre, un essere dal cervello rettiliano decide che è arrivata la sua ora. E in un lunghissimo attimo di violenza pone fine a tutti i sogni, le aspettative, i progetti di una donna che noi avevamo incrociato chissà quante volte, per le strade del paese senza vederla. Eppure c’era. Esisteva.
La violenza di cui sono vittime le donne è stata analizzata da tutti, senza ovviamente giungere a nulla. Quello di cui ci dimentichiamo sono però le vittime collaterali. In questo caso i figli che sono diventati orfani perché qualcuno ha deciso che la loro madre non meritava di vivere. Lo sviluppo delle cose sarà: la donna al cimitero, l’assassino in prigione. Ma chi sostiene le vittime collaterali di questa tragedia? C’è un’istituzione autorevole che li accompagni nella elaborazione di questa grave perdita, aiutandoli a sopravvivere? Perché tre bambini che si ritrovano soli in un Paese straniero incontreranno enormi difficoltà psicologiche vivendo questo abbandono con la solidarietà di molti, ma solo dettata dal buon cuore, dal cervello paleomammaliano. Potranno mai più sentirsi amati?
Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.