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25 Novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Ci risiamo. Una lacrimuccia qui, una commemorazione là, una piazza dedicata, una pièce teatrale. Serve? A che cosa? Pensate che se qualche vip si scomoda e sale su un palco per parlare di quante donne vengono uccise ogni anno in Italia domani la realtà cambierà? Credo che anche questo faccia parte di un sistema ormai ben consolidato volto a sterminare la popolazione. E dal momento che le guerre in Europa non si possono fare, hanno pensato bene di farci ammazzare tra di noi. Poi, scende una lacrima, il volto contrito di circostanza, la voce che trema mentre si declama e si cita questo o quel poeta che ha parlato di violenza sulle donne. Un’ennesima giornata a uso e consumo di chi cerca il famoso quarto d’ora di notorietà. Perché non ci spiegano la sentenza per l’assassino della signora Giovanna Reggiani, morta perché si è difesa troppo? O di quel sindaco che ha pagato l’avvocato al branco di otto bravi ragazzi sottosviluppati che ha stuprato una ragazzina? Non facciamo la solita retorica nella giornata dedicata alle donne ammazzate o vittime di violenza generalizzata. Abbiamo bisogno di buoni esempi. Magari il 25 novembre quel sindaco sarà in piazza a testimoniare il suo impegno … e mi meraviglio anche delle mamme di quegli otto sottosviluppati che hanno difeso i loro figli e di coloro che raccontavano come la ragazzina fosse consenziente. Immagino che i padri degli otto sottosviluppati saranno stati orgogliosi  dei loro figli … sviluppati sotto. Sappiamo bene la considerazione che hanno gli uomini delle donne: sono tutte puttane, tranne la propria madre e la propria sorella. E mi spiace che le madri e le sorelle siano proprio quelle che educano i maschi a questo tipo di mentalità. Eterni bambini, rimangono immaturi perché le loro mamme li considerano tali anche a 40 anni. E come tutti i bambini fanno le bizze se qualcuno gli dice NO. Questo monosillabo non è nel loro vocabolario. Che le donne si prendano le loro responsabilità di allevatrici/educatrici. Quante donne italiane continuavano a sfornare figli fino a che non arrivava il fatidico maschio? L’ometto di casa che avrebbe ereditato il patronimico per proiettarlo nel futuro? Questo vale in tutto il mondo. Le bambine stuprate in India, la politica del figlio unico maschio in Giappone e in Cina, le donne segregate in casa in nome di una legge religiosa e di un Dio che se ne frega e che probabilmente, se esiste, non considera di sicuro la donna essere inferiore. Per tornare al concetto che per gli uomini le donne sono tutte puttane, tranne le loro madri e le loro sorelle, voglio parlare delle prostitute. Esiste un luogo virtuale, una sorta di Bar dello Sport dove i soliti 4 amici nascondendosi dietro nomi di fantasia ma piuttosto espliciti come ilpoeta69, contedifavaritta, flautomagico e altre amenità del genere, si scambiano impressioni ed esperienze. Sono omuncoli che, pur di ribadire la loro virilità, girano il mondo alla ricerca di altrettante sfigate che per scoparsele le devono pagare. Senza dare giudizi morali, la cosa più evidente è che loro stessi si vergognano di quello che fanno, altrimenti non avrebbero nessuna necessità di usare nickname. Farsi una donna, adulta e consenziente, non è un problema, a meno che … a meno che, siccome hanno a casa la famiglia con tutto quello che ne consegue, non possono macchiarsi la reputazione con la pratica del puttanieraggio. Perché in sostanza è questo che sono: puttanieri vigliacchi. La descrizione delle loro prodezze spesso è molto romanzata.  La quantità e la qualità delle prestazioni che descrivono e di cui si vantano sono degne del più navigato porno-attore. C’è anche chi si è fatto fotografare con l’amica di turno ma ha grossolanamente cancellato con un pennarello la propria faccia. E mettetecela ‘sta faccia, cazzoni che non siete altro! Di cosa avete paura, del giudizio del vostro prete? Perché, ci scommetto, la domenica andate anche in chiesa … Alimentate solo organizzazioni criminali che sfruttano giovani donne e approfittate di condizioni di disagio culturale ed economico di persone che, se potessero, farebbero altro nella vita. Invece ilpoeta69, contedifavaritta, flautomagico sono convinti di avere a che fare con professioniste del sesso, che amano il lavoro che fanno. Smettiamola di parlare. È pura ipocrisia.