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AZ610 ROMA NEW YORK 11 Settembre 2001 INTERVISTA ESCLUSIVA

Az610 Roma New York 11 Settembre 2001 Intervista Esclusiva

AZ610 ROMA NEW YORK 11 SETTEMBRE 2001 INTERVISTA ESCLUSIVA

Intervista in esclusiva ad un ex dipendente Alitalia, membro dell’equipaggio del volo AZ 610 diretto a New York, il giorno 11 settembre 2001.

L’11 settembre è una data fatidica, in cui tutti ricordano cosa stessero facendo. Lei era in volo per New York e a distanza di tredici anni, cosa si ricorda di quel momento?
Eravamo sull’Atlantico, a circa 30°W. Stavo ascoltando la radio Atlantic 252 con l’ADF quando sono stato attratto da una colloquio sulla frequenza InterPilot. Era una conversazione tra i piloti di due aerei, di cui uno della British Airways. Parlavano di un aeroplano che aveva colpito una delle Torri Gemelle di New York. Io e gli altri nella cabina di pilotaggio ci siamo messi ad ascoltare con attenzione, per capire di che tipo di incidente si trattasse. Inizialmente si pensava ad un elicottero o un Piper che era andato a schiantarsi contro una Torre. Una volta raggiunta una distanza favorevole alle comunicazioni con il controllo del traffico aereo, questo ci ha informati che gli spazi aerei statunitense e canadese erano chiusi. Dovevamo quindi dirigerci verso l’aeroporto della cittadina di Stephenville nel nord del Canada.

Quante persone erano a bordo del volo AZ 610?
In totale eravamo circa 350 persone, tra passeggeri ed equipaggio. I passeggeri erano in prevalenza italiani e americani.

Quando vi hanno comunicato che lo spazio aereo statunitense era chiuso, avete saputo immediatamente il motivo?
No. C’era il caos nelle frequenze. Era facilmente intuibile però che i motivi fossero gravi, perché la chiusura di uno spazio aereo non si decide con superficialità.

Come lo avete comunicato ai passeggeri?
Il comandante ha semplicemente annunciato che lo spazio aereo statunitense era chiuso, che ci saremmo diretti in Canada e che in seguito avrebbe dato notizie più precise.

Ci sono stati momenti di panico oppure l’addestramento del personale di bordo è servito a tenere sotto controllo la situazione?
Solo una passeggera americana si è fatta accompagnare due volte in cabina. Era piuttosto agitata e continuava a chiedere se gli USA erano sotto attacco nucleare. Insisteva, diceva di far parte del personale governativo, sembrava sapesse qualcosa e voleva da noi una conferma ai suoi timori. Ma noi non avevamo alcuna notizia.

Le autorità canadesi cosa vi hanno comunicato?
Nessuna informazione. Solo le normali procedere per raggiungere Stephenville il cui aeroporto è piccolo e non controllato. Poi, ho sentito alla radio che Halifax aveva disponibilità, quindi abbiamo chiesto l’autorizzazione a dirigerci lì.

Ci racconti dell’arrivo ad Halifax.
L’aeroporto di Halifax ha due piste. Quindi una è stata utilizzata per l’atterraggio mentre l’altra è stata adibita a parcheggio. C’erano in totale 40 aerei, molti provenienti dall’Europa quindi di grossa stazza e per questo c’erano molte persone, tra passeggeri ed equipaggi. Una volta atterrati ci è stato chiesto di cosa avessimo bisogno e il numero dei passeggeri. Siamo dovuti rimanere a bordo. È iniziata un’attesa durata fino alle 4 di mattina, ora locale, ben 32 ore dopo la partenza da Roma. La prolungata permanenza a bordo ha richiesto anche un nuovo rifornimento di carburante al quale ho dovuto provvedere personalmente.
Visto l’esorbitante numero di persone da sistemare, la ricerca e l’organizzazione di spazi da adibire al nostro ricovero aveva richiesto molte ore.
Alle 4 del mattino passeggeri sono stati prelevati e smistati tra scuole, palestre e case private.
Dopo un’ora dallo sbarco dei passeggeri sono tornati a prendere l’equipaggio e siamo stati accompagnati a Truro, una piccola cittadina a circa 80 km da Halifax. Solo dopo essere arrivati al Motel, abbiamo visto in TV cosa era successo. Ci siamo veramente resi conto dell’enormità del fatto.

 

Intanto, in Italia le vostre famiglie erano già a conoscenza dell’evento. Quando siete riusciti a comunicare con i vostri familiari?
Il giorno dopo. A causa dell’interruzione di tutte le comunicazioni, neanche la nostra Compagnia sapeva dove fossimo. La mia famiglia, i miei genitori, mia moglie, i miei figli ha vissuto momenti di ansia.
Conoscendo cosa stava accadendo a New York, dove io ero diretto, ma non avendo notizie da parte mia hanno passato dei brutti momenti. Soprattutto sapendo che gli aerei dirottati e mandati contro le Torri erano due aerei passeggeri.

Come è stato l’incontro con gli abitanti di Truro?
C’era una confusione pazzesca, nessun contatto e nessun commento.

Dopo quanto tempo siete riusciti a ripartire?
Dopo alcuni giorni siamo riusciti a partire. Inizialmente sembrava che il volo dovesse continuare per New York. Alcuni passeggeri avevano proseguito il viaggio in autobus. Gli altri passeggeri, soprattutto italiani, volevano assolutamente tornare a casa. Quindi, non appena è stato possibile, siamo ripartiti per Roma.
A Fiumicino abbiamo trovato ad accoglierci i dirigenti di Alitalia.

Lei ha ricevuto una lettera di encomio da parte di Alitalia per la sua collaborazione e gestione dell’emergenza. Leggo:
Fiumicino, 19 settembre 2001
Alitalia Team
Oggetto: Situazione Nord America per i fatti dell’11/09/2001
Desidero esprimerti la mia gratitudine per il comportamento da te tenuto in occasione dei luttuosi avvenimenti americani dell’11 Settembre 2001.
Colgo l’occasione per porgerti i miei più cordiali saluti.
Il Capo Pilota XXXX

Si rende conto di avere un piccolo posto nella storia di un episodio tra i più eclatanti degli ultimi decenni?
Come ha vissuto questa vicenda?
Oggi la vivo come una grande menzogna.

La sua risposta lascia aperti molti scenari. Vuole aggiungere qualcosa?
Lo scopriremo solo vivendo.

Informazioni sull'Autore

Circolo dei Tignosi

Grafico Pubblicitario con l’hobby della scrittura e l’attitudine alla provocazione. Non ha potuto fare nella vita ciò che voleva, si sfoga con il web. Attivista, creatrice e sostenitrice di Movimento Alieno perché … non si sa mai. Il Circolo dei Tignosi è il Blog dove contano le domande perché è nelle domande che si trovano le risposte.

3 Commenti

  1. Luisa

    Purtroppo noi non sapremo mai la verità…

    Rispondi
  2. Luisa

    Ps. Bellissima intervista!

    Rispondi
  3. Siaki

    @Luisa Secondo me a breve la sapremo, oramai su internet circolano intel da molto tempo e sempre più gente ha percepito che le notizie ufficiali puzzano di marcio. Hanno le ore contate!

    Rispondi

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